Kitabı oku: «Angelo Custode. Edizione in Italiano»
Tradotto da Alexandra Kryuchkova
Illustrazione sulla copertina shutterstock
Illustrazioni nel testo pixabay
© Alexandra Kryuchkova, 2026
ISBN 978-5-0071-4758-3
Created with Ridero smart publishing system
ANGELO CUSTODE
un romanzo della serie
“Il Gioco in un’Altra Realtà”

laureato dei premi letterari:
· “L’Olimpo Letterario” 2014
la Lega degli Scrittori dell’Eurasia
· “L’Angelo d’Argento” di F. Sagan 2015
il Club Letterario Aperto “Risposta”
· “Le Ali del XXI secolo” di O. Wilde 2021
il Dipartimento di Mosca
dell’Unione degli Scrittori della Russia
& NP “Repubblica Letteraria”
SUL LIBRO
T. Trubnikova: “Gli angeli custodi esistono davvero!”
“Angelo Custode” di Alessandra Kriuchkova, che ha vinto dei premi: “Le Ali del XXI secolo” di Oscar Wilde (Dipartimento di Mosca dell’Unione degli Scrittori della Russia, Repubblica letteraria, 2021), “Angelo d’argento” di Francoise Sagan (Club Letterario Aperto “Risposta”, 2015) e “Olimpo letterario” (Lega degli Scrittori dell’Eurasia, 2014), è un romanzo-rivelazione molto insolito, incredibilmente profondo e franco, basato su eventi reali.
Fin dalle prime righe si pensa a Paulo Coelho e Bernard Werber, ma proseguendo nella lettura, si viene in mente Carlos Castaneda e gli hacker dei sogni, e in qualche modo, Gabriel García Marquez e Vadim Zeland. I fatti reali del destino unico della scrittrice sono così strettamente interconnessi e armoniosamente intrecciati con un’Altra Realtà e i Mondi della Nebbia e dei Sogni, così come i loro rappresentanti, angeli custodi e fantasmi, che i confini spazio-temporali vengono cancellati completamente e irrevocabilmente, e tutti gli eventi sono percepiti dal lettore come un insieme indivisibile — l’unico possibile e veramente reale.
Nella trama non lineare e non banale — che parla d’Amore, ovviamente! — con intrecci temporali e viaggi vertiginosi, simili a montagne, nello Spazio delle Opzioni, poiché il Futuro non è predeterminato e quindi può essere riscritto, risuona la musica dei ritornelli — incontri, sentimenti, visioni e sogni si ripetono, ricreando la spirale dell’esistenza e cullando la mente, creando increspature nell’acqua. Ma una trama ingannevole con un tocco da giallo tiene davvero i lettori col fiato sospeso fino alla fine, e tutte le loro versioni si dissolvono una dopo altra che si avvicinano al culmine, e sembra impossibile collegare i diversi anelli in un’unica catena d’eventi, che conduce la protagonista Alice alla propria morte a Venezia, il puzzle non si ricompone! Ma… “sembra solo così”!
Venezia, una città mistica, un viaggio in cui, secondo la leggenda italiana, con una persona cara minaccia la separazione eterna, appare nel romanzo come una sinistra città nera in lutto per fantasmi. La descrizione della Luna di cartone nel cielo e del suo riflesso di cartone nell’acqua di cartone (!) fa una forte impressione — come un tuffo nella follia nel momento, in cui provi tu stesso i sentimenti del protagonista e realizzi il cambiamento di sfaccettature nella tua propria testa.
Tuttavia, nonostante il dramma degli eventi, la scrittrice è riuscita a descrivere il lato oscuro della sua vita con relativa facilità e in alcuni momenti persino ironicamente, a guardarsi dall’esterno — attraverso gli occhi del suo Angelo Custode, scherzando su se stessa, cosa tipica di una persona saggia e brillante, che ha attraversato fuoco, acqua e tubi di rame, ma non amareggiata dal mondo.
“Ognuno ha il suo Diavolo”, ma la cosa peggiore è perdere Sè stesso. Vagando nel Mondo della Nebbia, Alice deve visitare la Biblioteca dell’Universo, raggiungere le pagine giuste nelle Tavole Astrali, entrare nella Casa della Vita e trovare la ragione per ciò che sta accadendo nel Labirinto del Subconscio per riscrivere lo scenario.
A differenza di altri romanzi di A. Kriuchkova, “Angelo Custode” è scritto in russo nello spirito della sceneggiatura — al Presente, forse come un sottile suggerimento al lettore sull’importanza di vivere qui e ora piuttosto che soffermarsi sul Passato e sul Futuro. La prosa include anche poesie di Alessandra, da deliziose illustrazioni, brillanti lampi d’accenti, come i papaveri rossi sull’abito bianco della protagonista, vincitrice del concorso “Il Re dei Poeti” (organizzato dall’Unione degli Scrittori della Russia nel 2013) e del premio nazionale “Eredità” (organizzato dalla Casa Imperiale Russa nel 2014).
Anche il posizionamento di Alice come poetessa è curiosa. Facendo riferimento ai tre maestri della poesia dell’Epoca d’Argento — A. Blok, M. Tsvetaeva e A. Achmatova — abitanti della Biblioteca dell’Universo e personaggi del romanzo, Alice non si paragona a loro, ma chiede aiuto e lo riceve in situazioni critiche. Così, si reca da Marina Tsvetaeva a Elabuga prima di un intervento chirurgico, e prima dell’incidente d’auto, accaduto proprio il giorno del compleanno di Anna Akhmatova, rilegge una raccolta di poesie di Alexander Blok, il libro preferito della scrittrice nella sua infanzia.
Come diceva Sergey Yesenin, nulla di valido si può ottenere senza un messaggio alla Morte, e aveva ragione! Alice non ha paura di guardare negli occhi la propria Morte, anzi, la guarda persino attraverso, non solo credendo nell’esistenza postuma, ma esplorandola in stati critici. Allo stesso tempo, Alice ha una paura angosciante della… vita! — Sì, eccolo lì, il suo Uomo in Nero, conosciuto da Yesenin, Pushkin e Mozart. Così, la misteriosa morte della protagonista a Venezia appare sotto una luce completamente diversa: non è l’Uomo in Nero a uccidere Alice, ma la sua stessa paura del Futuro, poiché esso può causare dolore.
E qui la frase “noi tutti proveniamo dall’infanzia” viene confermata al 100% dalla scrittrice: alla ricerca della forza per superare la paura del Futuro, l’anima di Alice adulta ritorna innanzitutto al suo tragico Passato, rivivendone i frammenti più drammatici e rivolgendosi ad Alice bambina, per trovare sostegno in un momento difficile. E questo tuffo a capofitto nel fondo dell’oceano del Subconscio, tra i ricordi della casa bruciata e dei genitori prematuramente morti, tra i dialoghi con la madre nella realtà e nei sogni, è spaventoso e struggente, toccante fino alle lacrime.
All’inizio del romanzo, sentiamo chiaramente le voci degli invisibili angeli custodi delle persone — gli angeli che si accordano tra di loro per aiutare i loro protetti a compiere il passo giusto in una direzione o nell’altra. Tuttavia, capitolo dopo capitolo, la loro voce diventa sempre più bassa, cedendo il passo alla forza dello Spirito umano. Ed infine, sullo sfondo d’eventi emozionanti, ordinari e del tutto incredibili, appare il personaggio più importante, ovvero l’Amore Divino, che raggiunge il suo culmine nel finale: all’ultimo secondo di un terribile incidente d’auto, ad Alice viene data la possibilità di scegliere… Ma vale la pena tornare dall’Aldilà per diventare l’angelo custode dell’uomo che l’ha tradita e per il quale desiderava morire in quell’incidente?
Come tutti i romanzi di A. Kriuchkova, “Angelo Custode” meriterebbe un adattamento cinematografico di lusso! Ebbene, il seguito della storia è in arrivo! “La Confessione di un Fantasma”, un nuovo romanzo filosofico-mistico della serie “Il Gioco in un’Altra Realtà”, ha già vinto i premi “Creatore dei Mondi” di D.L. Andreev (Clup Letterario Aperto “Risposta”, 2019) e “La vita soffoca senza scopo” di F. M. Dostoevsky (Unione degli Scrittori della Russia, 2021). Mi unisco sinceramente alle congratulazioni alla scrittrice e non vedo l’ora di leggere i suoi prossimi romanzi!
Tatiana Trubnikova,
membro dell’Unione degli Scrittori della Russia
Giornale “Notizie letterarie” / “Literaturnie izvestia” n. 11—12 (197—198), novembre-dicembre 2021
B. Mikhin, “Angeli e stelle. Marina Tzvetaeva, Evgeny Rein e Alessandra Kriuchkova”
Il romanzo “Angelo Custode” di Alessandra Kriuchkova è un’opera sfaccettata in cui ognuno troverà qualcosa di diverso. Per me, personalmente, non è solo un romanzo insolito sulla ricerca dell’amore terrestre e le passioni di un triangolo amoroso con un tocco investigativo, una calligrafia astrologica e un’affascinante autoironia della scrittrice. A proposito, come ha osservato Peter Guldedava, scrittore onorato dell’Unione degli Scrittori della Russia, in una recensione (qui cito la prefazione alla precedente edizione del romanzo in “RIPOL Classic”, 2015),
“Per i miei gusti, c’è troppo poco di terrestre. Esaltando l’immagine idealizzata dell’amato semi-fantasma, la protagonista sembra sottolineare la propria inaccessibilità, mentre il lettore medio aspira a ciò che è accessibile.”
Anche la scrittrice e pubblicista ortodossa Inna Butorina ha lasciato un retrogusto celestiale dopo aver letto il romanzo:
“Un vero diario di un angelo! Una rarità esclusiva, un gioiello fragile. Un soffio di pura acqua di sorgente per ogni viandante stanco dalla vita. Un libro che ricorderete per sempre…”.
“Angelo Custode” per me non è tanto un affascinante e illuminante “Gioco in un’Altra Realtà” (come suggerisce il titolo della serie), grazie al quale il lettore penetra certamente nelle Sfere Sottili, compresi i mondi degli angeli, dei fantasmi e dei sogni, per superare le proprie paure e i propri complessi e riscrivere un Futuro a opzioni multiple, cosa che è giustamente ammirata da Irina Legiava, scrittrice di fantascienza:
“Tuttavia, una trama tutt’altro che banale! Oltre al triangolo d’amore, c’è l’abisso del Subconscio, il Mondo dei Sogni, la Valle della Nebbia, le infinite sale della Biblioteca dell’Universo, le pagine delle Tavole Astrali, il fruscio delle ali degli angeli custodi ironici e l’Anima cosmica della scrittrice, la cui missione sulla Terra è portare la Luce alla gente!”
Per me, “Angelo Custode” di A. Kriuchkova è, da un lato, uno splendido romanzo su una donna dallo spirito forte (ovviamente non la dama di ferro), che si bilancia, come un’artista del circo, su un filo sottilissimo, teso sull’abisso del Non-essere, danzando con la Morte. La Morte o si ritira, facendo un passo indietro, o si avventa su Alice, soffocandola nel suo abbraccio appassionato. Questo romanzo parla della lotta con la Morte nelle sue diverse forme, non di una persona in particolare, ma della Vita stessa.
Quasi la stessa cosa è stata detta dalla scrittrice Elena Gramenitskaya:
“La forza dell’Amore della protagonista, ipnotizzata dalla Morte, ma follemente desiderosa di vivere, è capace di distruggere e far rivivere mondi, crea un potente vortice che toglie il fiato! Ho perso la mia fermata della metropolitana, leggendo il romanzo, completamente immersa in un’Altra Realtà.”
E per me, leggere i libri di Kriuchkova è come meditare. Sia la poesia che la prosa di Alessandra — non meno poetiche! — possiedono un inspiegabile effetto magico, come notato nelle recensioni di Elena Tallenika (“L’Isola di Caronte”), di Konstantin Bely (“La Trappola per una forma-pensiero”), di Peter Guldedava (“Il gatto della Luna” e “Angelo custode”). Questa magia, in modo discreto ma persistente e potente, influenza il lettore, spingendolo a riflettere non solo sulle cose terrene, mentre ogni romanzo di Kriuchkova è una scoperta, un chiaro anticonformismo, una rottura degli schemi, un enigma, un fuori standard, qualcosa d’insolito.
Concordo con Vadim Shiltzyn, scrittore e critico:
“La prosa di Kriuchkova è unica come un’impronta digitale. Una rara combinazione di talento di scrittura e conoscenza segreta. Il modo più semplice per descriverla è paragonare il suo ‘Angelo Custode’ a Bernard Werber e Paulo Coelho, ma Kriuchkova ha una percezione così vivida di questo mondo che le opere di Werber e Coelho non possono nemmeno competere con la sua ‘Altra Realtà’. ‘Angelo Custode’ è una lettura affascinante e una sceneggiatura eccellente per un film straordinario che potrebbe vincere al Festival del Cinema di Venezia!”
D’altro lato, “Angelo Custode” rappresenta uno spaccato di un intero decennio, della nostra storia letteraria con i nomi di spicco dell’epoca, che emerge davanti agli occhi del lettore, poiché Alessandra descrive eventi reali accaduti negli ambienti letterari dell’inizio del XXI secolo. Il lettore partecipa al falò di Tsvetaeva a Elabuga, si aggira tra le mostre del libro a Parigi e Londra, frequenta i seminari di Eugeny Rein e Victor Erofeev alla Scuola dei Laureati di Booker a Milano, si reca a Venezia per visitare la tomba di Joseph Brodsky, visita il 3° Festivale Internazionale di Poesia in Ungheria, si presenta ai preparativi e alla finale del concorso “Il Re dei Poeti” alla Casa Centrale degli Scrittori di Mosca, vince il premio “Eredità” imperiale e pianifica un viaggio al festivale “Amo questo mondo!” in Bulgaria.
A mio parere, è interessante perché, innanzitutto, questi eventi non sono ordinari, ma significativi per il loro tempo, e in secondo luogo, la scrittrice vi è stata direttamente coinvolta, offrendo così al lettore l’opportunità di immergersi nel vero ambiente letterario e di entrare in contatto con le personalità di spicco, il che è molto più piacevole che leggere aride informazioni tratte da opere enciclopediche.
E la scrittrice? Qual’è il suo ruolo negli eventi descritti?
Dal 2001 Alessandra Kriuchkova partecipa attivamente agli eventi letterari a Mosca e San Pietroburgo, e la sua prima esibizione all’estero si è tenuta l’11 aprile 2010 su invito della società “Carte Blanche” della Repubblica Ceca, con il pianista Philippe Subbotin, direttore della scuola di musica “Gradus ad Parnassum” presso il Centro Russo per la Scienza e la Cultura di Praga (Repubblica Ceca). Si è trattato di un concerto musicale e poetico di tre ore presso la Chiesa di Santa Maria a Praga (Kostel Panny Marie Snezne), trasmesso in diretta dalla televisione russa di Praga.
Nel settembre 2011, grazie all’Unione degli Scrittori del XXI secolo e al suo presidente Evgeny Stepanov, Alessandra Kriuchkova ha rappresentato la Russia al 3° Festivale Internazionale di Poesia in Ungheria, organizzato col supporto della fondazione culturale e creativa internazionale E.O.S., diretta dal poeta e traduttore Aron Gaal. Dopo le esibizioni a Budapest, Szentendre e Isaseg, è stata proclamata vincitrice del Festivale e il suo libro, tradotto in ungherese, è stato pubblicato gratuitamente a Budapest. Il suo nome è stato inciso su una lapide commemorativa nel Parco delle Stelle, la Valle di Fama. Le è stato conferito la medaglia di G.R. Derzhavin dall’Unione degli Scrittori della Russia. Dopo la pubblicazione del suo libro “Ez a — Szerelem!” (“Questo è amore!”), una raccolta di poesie tradotte in ungherese da A. Gaal, Alessandra ha ricevuto il premio internazionale ungherese “Nuove Pleiadi” 2012 per i suoi meriti in campo letterario.
Successivamente, A. Kriuchkova, in qualità di poetessa e scrittrice, ha rappresentato la Russia come parte della delegazione dell’Unione degli Scrittori della Russi alla fiera dei libri a Parigi (2012), dove, proprio come nel romanzo, ha parlato con il Ministro della Cultura francese. In seguito, è stata relatrice al convegno “La Nuova Rivoluzione Russa nella Letteratura”, organizzato dalla casa editrice italiana “Edizioni Spirali” a Milano (2012); ha tenuto seminario al Festivale Letterario a Varna (Bulgaria) e ha letto poesie nell’Unione degli Scrittori Bulgari, dove ha incontrato la leggendaria poetessa e traduttrice bulgara Elka Nyagolova, che aveva tradotto le poesie di Kriuchkova in bulgaro. Alessandra si è esibita alla fiera dei libri a Londra (2013) e ha guidato un tour letterario in Italia (2014) come capo delegazione di scrittori e poeti russi. È stata l’iniziatrice dei progetti internazionali del Dipartimento di Mosca dell’Unione degli Scrittori della Russia, tra cui: “Russia-Repubblica Ceca”, “Russia-Germania”, “Russia-Ungheria”, “Russia-Spagna”, “Russia-Italia” e “Russia-Grecia”. Ciascuna delle sue performance all’estero e dei suoi progetti internazionali è stata premiata con un diploma dal Dipartimento di Mosca dell’Unione degli Scrittori della Russia, e le sue opere sono state parzialmente tradotte in inglese, tedesco, italiano, bulgaro e ungherese. Il libro “Senza maschera”, citato nel romanzo, è stato infatti pubblicato in Germania dalla casa editrice “Stella-Verlag”.
Alessandra Kriuchkova ha vinto tre volte il premio “Olimpo letterario” della Lega degli Scrittori dell’Eurasia nella categoria prosa, incluso il romanzo “Angelo custode” (2014), ma un ruolo speciale nel suo percorso creativo è stato svolto dai poeti Evgeny Rein e Marina Tsvetaeva. Non è un caso che nei ringraziamenti lei citi per primo E. Rein. Il romanzo è dedicato anche ad Anna Akhmatova e Alexander Blok. Allo stesso tempo, E. Rein è un personaggio reale del romanzo, mentre Tsvetaeva, Akhmatova e Blok aiutano la protagonista dall’Aldilà, incontrandola nella Biblioteca dell’Universo.
Alessandra ha incontrato E. Rein tre volte, sia nella vita che nel romanzo. Nel marzo 2012, ha frequentato il suo seminario di poesia presso la Scuola dei Laureati di Booker a Milano, di cui é stata dichiarata la vincitrice (ha ricevuto un diploma, la medaglia di S.A. Yesenin “Autunno d’Oro” e la pubblicazione del libro delle sue poesie da parte dell’Unione degli Scrittori della Russia). Insieme al gruppo di seminaristi, si è recata a Venezia per visitare i luoghi legati a Joseph Brodsky. Nell’autunno 2012, Alessandra si è esibita sul canale televisivo “Cultura” (nel programma “Ad alta voce. Poesie su se stessi. Come elevarsi sopra la graphomania?”), con Alexander Kushner ed Evgeny Rein in giuria. Kriuchkova è stata annunciata vincitrice del programma. Nell’aprile 2013, ha frequentato un altro corso di poesia di E. Rein presso l’Unione degli Scrittori della Russia ed ha ricevuto un diploma.
Nel 2009, la casa editrice “RIPOL Classic” ha pubblicato una raccolta delle sue poesie col titolo provocatorio “Marina. Anna. Alessandra”, il libro citato ripetutamente nel romanzo e presentato insieme al libro “Un grido senza risposta” al giudizio di E. Rein. Sembrerebbe logico supporre che il legame tra Rein e Kriuchkova sia Anna Akhmatova (Rein conosceva bene Akhmatova ed è tradizionalmente considerato, insieme a Brodsky, un suo allievo), e nel romanzo (come nella vita reale) la protagonista Alice è coinvolta in un incidente stradale mortale proprio il giorno del compleanno di Akhmatova. Tuttavia, in un momento difficile della sua vita e nel giorno del suo compleanno, Alice (la stessa scrittrice) si reca a Elabuga, e Marina Tsvetaeva, a differenza di Anna Akhmatova, è presente in quasi tutti i romanzi di Kriuchkova.
La protagonista del “Angelo Custode” ci rivela molte sfumature, che la rendono simile a Marina, e nel romanzo successivo, “La Confessione di un fantasma”, ripete periodicamente la frase “Io non sono Akhmatova”. È significativo, a mio avviso, che nonostante le numerose opportunità, Kriuchkova non abbia mai partecipato ai concorsi di Akhmatova, ma abbia vinto il concorso “La galleria di poesie selezionate” nella categoria “Cosmo femminile” di M. Tsvetaeva con la poesia “1m e 58 cm” (ottobre 2010), e nel concorso “Falò di Tsvetaeva” 2013 (ottenuto il primo premio con la statuetta “M. Tsvetaeva” e un certificato per la pubblicazione gratuita del libro). In diverse occasioni, Alessandra ha recitato poesie e organizzato serate letterarie presso la Casa-Museo di M. Tsvetaeva in via Borisoglebsky a Mosca, e insieme alla fondazione letteraria “Svetoch” si è esibita presso il Liceo V.P. von Dervis, la scuola di M. Tsvetaeva.
Kriuchkova ha visitato Elabuga tre volte, due dei quali sono descritti in “Angelo custode”. Secondo la decisione della direzione del Museo-Riserva Statale di Elabuga dedicato a M. Tsvetaeva (EGMZ), le è stato concesso il diritto di accendere l’undicesimo Falò di Tsvetaeva a Elabuga il 5 ottobre 2013 e di aprire le letture di poesie. Il suo discorso e l’intervista rilasciata alla televisione regionale sono stati ampiamente riportati dai mass media (“Tatmedia”, “New Kama”, “Elabuga di Serata”, “Elabuga senza formato”, “Giornale Letterario Comune” e altri). Nell’ottobre del 2020, Alessandra ha partecipato per la seconda volta al Falò di Tsvetaeva, come capo della delegazione del Dipartimento di Mosca dell’Unione degli Scrittori della Russia. Ha ricevuto un diploma firmato dal direttore dell’EGMZ e dal presidente dell’Unione degli Scrittori per la sua partecipazione al Falò di Tsvetaeva e le è stata conferita la medaglia “Falò di Tsvetaeva”.
Il romanzo “Angelo Custode” include anche delle poesie di Kriuchkova come illustrazioni, aggiungendo il tocco finale al suo ritratto: sì, è una maestra! Come vincitrice del concorso “Il Re dei Poeti” (l’Unione degli Scrittori della Russia, 2013), è apparsa nel programma “Sala letteraria” di Dmitry Silkan e nel programma “Strato culturale” di Natalia Osipova sul “Mondo Russo” alla radio e alla TV. Nel 2014, la casa editrice “RIPOL Classic” ha pubblicato la sua raccolta di poesie, “La Regina dei Poeti”, e in seguito Alessandra, una delle poche ad essere insignita della medaglia di Santa Grande Martire Anastasia dalla Casa Imperiale Russa dei Romanov per il suo contributo alla cultura russa, ha vinto il premio letterario nazionale “Eredità”. Pertanto, l’ultima pagina di “Angelo Custode” è illuminata dai riflettori della cerimonia di premiazione dei vincitori di “Eredità” nella Sala Grande della Casa Centrale degli Scrittori.
Come ha scritto Nadezhda Schlesiger, scrittrice e ammiratrice di Marina Tsvetaeva, su “Angelo Custode”,
“Alessandra Kriuchkova cammina sul filo del genio. Le sue poesie germogliano nell’anima, colpendo con sincerità e profondità di pensiero. La sua prosa sorprende sia nella forma che nel contenuto e, naturalmente, per la potenza dello Spirito. La sua Altra Realtà è la verità della nostra vita…”.
Tuttavia, vorrei concludere la mia recensione del libro “Angelo Custode” con le parole di Peter Guldedava, presidente dell’associazione letteraria “Lo Sguardo Fresco”, già citato all’inizio, il quale, nonostante il suo rimprovero per l’eccessiva celestialità della protagonista, continua la sua recensione così:
“Ma è nella pura spiritualità che si rivela la forza d’impatto delle opere di Kriuchkova, la chiave della sua creatività ad alto livello. Qualunque cosa dica, ogni parola è una parola d’amore, di fede e di speranza, che irradia il fascino magico del talento e della bellezza. Purtroppo, la gente ha dimenticato di apprezzare i propri contemporanei più vicini, perché ne hanno due occhi per vedere, due orecchie per udire e una bocca che, oltre a pronunciare parole argute, esige il pane quotidiano. È difficile per loro raggiungere un livello di obiettività pari a quello dei grandi doni dei loro simili. Soprattutto se Dio ha permesso loro di nascondere la propria ottusità dietro un’abbondanza di citazioni in rima di verità ben note e parafrasi di affermazioni d’autorità riconosciute. Forse il tempo passerà e solo i discendenti saranno in grado di discernere la vera portata della grandezza della Maestra dalla distanza di decenni. Seguendo un esempio contagioso e parafrasando le parole di Franz Liszt su Pauline Viardot, vorrei affermare con piena responsabilità: Alessandra Kriuchkova non è semplicemente una figura letteraria russa. È un fenomeno culturale, e un giorno verrà il momento di degustare i vini pregiati delle sue opere inimitabili!”
Boris Mikhin,
membro dell’Unione degli Scrittori della Russia
Rivista “Note straniere” / “Zarubezhnie Zapiski” n. 1 (47), 2022
