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Altri mondi. Il Trono dell’Anima. Libro 1

Elena Kryuchkova

Traduzione di Patrizia Barbera

“Altri mondi. Il Trono dell’anima. Libro 1”

Scritto da Elena Kryuchkova

Copyright © 2021 Elena Kryuchkova

Tutti I diritti riservati

Editora Tektime

www.tektime.it

Traduzione di Patrizia Barbera

Grafica di copetiina a cura di Milada Vigerova da Pixabay, Illustrazione libere da diritti d’autore da Pixabay


Kryuchkova Elena

Altri Mondi. Il Trono dell’Anima. Libro 1

18+

Indice dei contenuti

Personaggi 4

Libro 1. Zima e la fine della primavera. 954 post-Rinascimento 6

Prologo ‘0’ 6

Capitolo 1. Una mattina qualunque di Zima X-0-2212938-R0101 nella città di Mokoshin 7

Capitolo 2. Mattinata strana, per Avril Edelweiss della città di Rosan 20

Capitolo 3. Zima e le sue amiche Vera e Mira. Il segreto di Zima e Vera 36

Capitolo 4. Una normale giornata di scuola di Zima e Avril. Iskren Y-0-0104932-R0102-1. 51

Capitolo 5. L’ultimo giorno di Vesna 69

Capitolo 6. Stranezze nella vita di Avril 87

Capitolo 7. Il Dio Thoth, Il Gatto Nero e la Volpe Bianca. L’addio a Vesna. La verità nascosta in un libro di favole 100

Appendice. Tratto dal libro di testo di storia per le Scuole della Confederazione dei Regni. Storia del Signore della Luce e dell’unificazione dei dieci Regni. 115

Epilogo 1. Ammissione all’Accademia Militare 120

Glossario 130

Appendice. La prima copertina del libro a cura dell’Autrice 133

Personaggi

Confederazione dei Regni (CK):

 Zima1 X-0-2212938-R0101-1 — protagonista, in seguito membro del Nucleo

 Vesna X-1-2003928-R0101 — sorella di Zima, giornalista del Mokoshin News, e madre di quattro figli

 Vuc — marito di Vesna, fotografo presso il Mokoshin News

 Vera — amica di Zima e Mira. Amica del cuore di Zima

 Mira — amica di Zima e Vera

 Boyan — padre di Mira, Vice Ministro, e poi Ministro alla Cultura

 Beryoza — madre di Mira, ex ballerina, insegnante in una scuola di ballo

 Romashka — domestica della famiglia di Mira

 Goven — studente presso la stessa scuola di Mira, Zima e Vera. Innamorato di Mira

 Iskren Y-0-0104932-R0104-1 — Pilota di MeG (Golem Meccanici,) poi fidanzato di Zima

 Goritsa — impiegato presso l’Ufficio del Personale, agente.

 Sovrano della Luce Svyatozar — Monarca della Confederazione dei Regni da duecento anni. Probabilmente in possesso del dono dell’immortalità.

Alleanza dei Regni :

 Avril Edelweiss — protagonista, poi ricercatrice esoterico del Regno di Lutetia, per l’Alleanza dei Regni

 Albert Edelweiss — padre di Avril, ingegnere militare

 Claire Edelweiss — madre di Avril, seconda moglie di Albert

 Olivier Edelweiss — fratello maggiore di Avril, figlio di primo letto di Albert

 Agatha Regis — moglie di Olivier, ex modella

 Ursula Rondal — ‘rivale’ e compagna di classe di Avril, poi Ingegnere esoterico

 Minako Aoi — compagna di classe e amica di Avril

Seltsam:

Kaiser (Imperatore) Wilhelm — ‘Artista pazzo’, Sovrano di Seltsam. Durante le riunioni con i suoi Ministri si spoglia e li ritrae nudi.

Questa è una storia di finzione e fantasia. Ogni riferimento a fatti o persone reali è puramente casuale.

Questo libro è frutto della creatività dell’Autrice.

Libro 1. Zima e la fine della primavera. 954 post-Rinascimento

Prolo go ‘ 0 ’

Tanto tempo fa…

In una terra nascosta e lontana dalle ansie del mondo, sorgevano una sorta di tempio e una tomba. La tomba era chiamata così perché si dice che nasconda da molti milioni di anni una fanciulla addormentata in una bara di cristallo. E il tempio, su cui la gente ha ricamato leggende fin dalla notte dei tempi, ognuna sempre più lontana dalla realtà degli avvenimenti. In questo luogo, così lontano dalle preoccupazioni terrene, si alzavano sono alte volte a sostegno di meravigliose colonne e i muri erano fatti di una strana pietra color bianco-argento. Sul soffitto era visibile un intricato dipinto raffigurante formule magiche, la cui comprensione va oltre le possibilità dei comuni mortali. Al centro della sala principale del tempio e della tomba si ergeva un trono d'argento. Era una costruzione semplice, priva di inutili ornamenti. Sembrava quasi ascetico. Sul trono sedeva un bambino di circa sette anni vestito di una semplice tunica bianca. Non era possibile capire se il bambino fosse maschio o femmina. Il genere di quella creatura non aveva nulla in comune con la genìa umana. Tuttavia, di solito il bambino parlava di se stesso al maschile, quindi è verosimile affermare che si trattasse di un maschio. Ma aveva un aspetto insolito: la metà esatta dei suoi capelli era bionda, e l’altra bruna. Nei suoi occhi era riflessa l'impronta dei secoli passati e il corso di lunghi milioni di anni. Sembrava che il bambino fosse immerso in una profonda meditazione. Ma all'improvviso, si riscosse dai suoi pensieri e voltò lo sguardo verso la volpe bianca che era apparsa sulla soglia della sala. Questa gli si avvicinò e cominciò ad emettere dei versi animaleschi, come se stesse comunicando con lui. Che cosa gli stava dicendo? I comuni mortali non avrebbero mai potuto capirlo... Ma il bambino con gli occhi multicolori la comprese perfettamente e rispose: "Che sia. Cercati un corpo adatto e incarnati come essere umano. Ma finché sarai mortale, la tua anima umana dimenticherà del tutto la tua esistenza di Volpe Bianca. E se un giorno dovesse ricordarla, io mi addormenterò di colpo e tu, come altre incarnazioni della mia anima, seguirai il mio stesso destino...Pertanto, è improbabile che la tua vita umana sia lunga. Sei d'accordo?”

La Volpe Bianca annuì.

“Allora vai e diventa umana, mia curiosità. E vivi felicemente la tua vita da mortale.” disse il ragazzo.

E la Volpe Bianca scomparve... perché era entrata a far parte del mondo umano...

Capitolo 1. Una mattina qualunque di Zima X-0-2212938-R0101 nella città di Mo k oshin

Mondo di Geba, Confederazione dei Regni, Regno di Wend, Mokoshin, 954 post-Rinascimento

Che cos'è il “mondo”? Questo concetto può essere interpretato in modi diversi. Per alcuni il mondo si riduce allo spazio che abbiamo attorno. Per altri è l’intero pianeta su cui si vive.

Il pianeta Geba era il terzo pianeta del Sistema di Ra, il sole locale. Geba era bellissima: era ricoperta di oceani azzurri, in cui vivevano molti animali e piante marine.

La terraferma costituiva una parte relativamente piccola dell’intera superficie del pianeta azzurro. In totale c’erano quattro continenti principali: centrale, orientale, meridionale e settentrionale. Un tempo c’era anche il Continente Occidentale ma, a causa del movimento attivo delle placche tettoniche, si spaccò in un gruppo di isole.

Nel Continente Centrale due fazioni erano in guerra tra loro: l'Alleanza dei Regni (o semplicemente l'Alleanza) e la Confederazione dei Regni. Era una guerra cruenta che durava da molti anni. I regni del Continente settentrionale avevano scelto di rimanere neutrali. Ma alcuni di loro si erano uniti all'Alleanza. Tuttavia, non volendo scendere in aperto conflitto, preferivano coprire gli alleati alle spalle.

...Un nuovo giorno stava iniziando sulla città di Mokoshin, capitale del Regno di Wend e dell'intera Confederazione dei Regni (o semplicemente CK).

Le strade di Mokoshin, dove si ergevano delle tipiche costruzioni a più piani con muri grigi, erano illuminate dal sole primaverile di aprile. O, come usava dire la gente del luogo, godeva di una "Bella Golden Ra". La luce scivolava con i suoi raggi dorati sulle foglie degli alberi, sull'erba verde, sugli edifici, le strade e i campi da gioco.

In una delle case, alla periferia della capitale, nella stanza da letto dalle pareti rosa chiaro di una ragazza, si udì il suono di una sveglia. La ragazza che vi dormiva, la sedicenne Zima, 2numero di identificazione X-0-2212938-R0101, si svegliò riluttante. Quella notte aveva fatto un brutto sogno: aveva visto sua sorella maggiore Vesna precipitare nel vuoto. Dopo un tale incubo, al risveglio si sentiva distrutta. Ma le succedeva spesso di svegliarsi male, al mattino.

“Stupida sveglia…” mormorò, spegnendo l'odiato congegno.

Lanciando un’occhiata al calendario da tavolo, Zima ricordò che quel giorno avrebbe dovuto compilare un questionario di orientamento professionale. Dopotutto, aveva studiato per ben dieci anni, cioè era pronta per l’università. E alla fine di quell’anno accademico, a maggio, avrebbe dovuto superare gli ultimi esami. Dopotutto, così come per i questionari di orientamento professionale, il giudizio sarebbe stato molto influenzato dalle annotazioni che i professori avevano scritto sui vari studenti. Una buona valutazione avrebbe spianato l’ingresso all’università. E nessuno poteva ambire ad entrare in un ateneo prestigioso senza la una valutazione adeguata, anche se avesse superato tutti gli esami col massimo del punteggio!

“Stupida Scuola e stupidi questionari! - Zima sospirò tragicamente - E anche gli esami sono stupidi! Voglio dormire, non andare a scuola!”

Ma non c'era scelta, doveva alzarsi. Zima X-0-2212938-R0101 si alzò dal letto e cominciò a prepararsi. Indossò l'uniforme scolastica, un austero abito grigio, e andò a guardarsi allo specchio. Il suo riflesso le ammiccò: era una ragazza pallida e sottile, con occhi azzurri e lunghi capelli neri e lisci.

Guardando il suo riflesso senza molto interesse, Zima iniziò a pettinarsi i capelli. Decise di acconciarli in maniera stravagante. Prese le due ciocche di capelli più esterne, una per lato, e le pettinò in due trecce. Poi le legò tra loro. Davano l’impressione di un ”paio di corna di montone”. A scuola le acconciature eccentriche non erano vietate, anche se la maggior parte delle studentesse preferiva farsi semplicemente due trecce, o una cipolla, o magari una coda di cavallo…

Nel frattempo, nella mente di Zima si fece strada un pensiero: “Devo stare attenta a non sbagliare il mio numero di identificazione, quando compilerò il questionario! Faccio sempre confusione...”

Com’è facile intuire, nessun cittadino della Confederazione aveva un cognome, ma solo numeri di identificazione. La prima lettera indicava il sesso. X per una femmina e Y per un maschio. La seconda cifra, 0 o 1, indicava lo stato civile. 0 indicava una persona single. Quando ci si sposava il numero cambiava da 0 a 1. Seguivano i numeri della data di nascita. Ad esempio, la data di nascita di Zima era il 22 dicembre 938 post-Rinascimento.

Zima era nata durante il solstizio d'inverno. E i suoi genitori, che avevano un accentuato senso dell’umorismo, le avevano dato quello strano nome.

I numeri che seguivano la lettera R rappresentavano il Regno e la città di nascita. Ad esempio, Zima era nata nel primo Regno della Confederazione dei Regni, Wend, e in una delle sue principali prima città, nella capitale Mokoshin. Pertanto, il suo numero di regione era 0101. Così, il numero di identificazione di Zima era X-0-2212938-R0101. Se una ragazza superava con successo il questionario di orientamento professionale, sosteneva ottimamente tutti gli esami e otteneva una buon giudizio finale, poteva aspirare a diventare operatore radio nell'esercito. E a quel punto al suo numero identificativo si sarebbe aggiunto un 1, per significare che ormai era un soldato.

... Quando ebbe finito di acconciarsi i capelli, Zima uscì dalla stanza e, da brava figlia, salutò i genitori:

“Buon giorno!”

“Oh, figlia cara, buongiorno!” rispose sua madre, che stava spolverando l'armadio nel corridoio.

A volte la donna rassettava la casa di mattina presto, prima di andare al lavoro. Dopotutto, lavorava come bibliotecaria a un passo da casa, e non usciva prestissimo la mattina.

“Buongiorno, figlia!” le fece eco suo padre.

Lui invece faceva il camionista, e la mattina era il primo ad uscire.

“E’ oggi che devi fare il questionario di orientamento professionale?” le chiese lui.

“Sì.” rispose la ragazza.

“Fai attenzione a scrivere bene il tuo numero di identificazione! Non confondere le cifre!” l'ammonì suo padre.

“Cercherò di non sbagliare!” rispose Zima, incupendosi.

Dopo averle dispensato le solite raccomandazioni, l’uomo salutò madre e figlia e se ne andò al lavoro, mentre Zima si chiuse in bagno.

“La colazione è pronta in cucina! - le urlò sua madre al di là della porta - E un'altra cosa: il caffè e il the nero sono finiti, quindi ti ho preparato una tisana di menta!”

“Va bene.” rispose Zima.

E pensò tra sé e sé: “Ancora niente caffè e the.... Stupendo! Ma i nostri Golem Meccanici non fanno che combattere eroicamente contro l'Alleanza dei Regni! Sarebbe meglio rifornire i negozi, piuttosto che perdere tempo a fare la guerra! Altrimenti, tutto ciò che cresce sulle nostre fertili terre continuerà ad andare in bocca all’esercito! E a noi poveri civili alla fine mancherà il pane! Certo, come si dice in tv, è un momento di crisi…che però dura da tanti anni! Sia mamma e papà che i nonni non ricordano di avere mai vissuto un periodo di abbondanza. Per loro è sempre stato così, le cose non sono mai cambiate. Finirà mai questa guerra?”

Zima sospirò tristemente. Ahimè, com’era triste la realtà. La guerra contro l’Alleanza dei Regni durava da quasi un secolo (dall'856 dopo il Rinascimento). Gli scontri al di là del confine erano all’ordine del giorno. I media della Confederazione dei Regni non facevano che strombazzare che l’Alleanza stava vessando la sua stessa gente e la stava usando per mandarli in battaglia a conquistare le terre fertili e ricche di ogni ben di Dio di CK. Zima ignorava quanto ci fosse di vero in tutto ciò. Tutto ciò che sapeva è che aveva visto penuria di merce nei negozi della sua città da che era piccola.

Naturalmente, nessuno moriva di fame in CK. Ma c’era cibo a sufficienza solo per riempire la pancia. Nessun genere di conforto. La maggior parte del cibo veniva inviata ai soldati in prima linea. E anche negli aridi territori di CK. Ma i media ne parlavano raramente e sempre con riluttanza. Dopotutto, fare troppa pubblicità poteva minare inutilmente le fondamenta della grande Confederazione.

Per quanto riguardava la guerra con l'Alleanza dei Regni, i Golem Meccanici erano la principale forza d'attacco nelle battaglie. Venivano chiamati anche solo MeG. Erano enormi robot umanoidi alimentati dall'energia psichica delle “Core Girls” o “Ragazze del Nucleo”.

Entrare a far parte del Nucleo era considerato un grande onore. Queste ragazze erano rispettate, ricevevano un nutrito stipendio e una serie di benefici per se stesse e le loro famiglie.

Le Core-Girls lavoravano in coppia con i Pilots. Il Nucleo forniva energia al Golem Meccanico. Senza l'energia del Nucleo, i Golem non potevano muoversi e non erano in grado di combattere. I piloti controllavano i Golem. Ed erano sempre e solo maschi.

Oltre ai MeG, negli scontri diretti venivano utilizzati anche aerei e carri armati. I cecchini erano molto apprezzati: grazie ai loro fucili magici, potevano abbattere vari bersagli e persino i MeG.

E, naturalmente, l'esercito si valeva di una enorme schiera di personale: operatori radio, medici e infermieri, operai, ecc.

Zima sognava di diventare un operatore radio nell'esercito, dopo il diploma. Ma ciò che la spingeva non era il desiderio di liberare i cittadini oppressi dell'Alleanza, e nemmeno quello di difendere i confini della sua nativa CK.

Zima ci aveva riflettuto a lungo: se in quasi cento anni di guerra l'Alleanza dei Regni non era riuscita a sconfiggere la Confederazione dei Regni, perché avrebbe dovuto riuscirci proprio in quel momento? La portata del conflitto le sembrava esagerata. Naturalmente, non poteva sapere se i media dicevano la verità sul fatto che quella guerra fosse terribile, né si sentiva di escluderlo. Ma il suo innato scetticismo le suggeriva: “Tutto ciò va avanti da quasi cento anni... Non mi sorprenderebbe venire a sapere che magari c’è un accordo sommerso tra CK e l'Alleanza! Dopotutto, l'esercito significa tanti posti di lavoro per entrambe le fazioni!”

C’era una ragione per cui Zima pensava questo. Una volta, quando era ancora una bambina, lei e sua madre si erano trovate a passeggiare lungo la Rain Square, la piazza principale della città di Mokoshin. All'improvviso delle persone in abiti sgargianti e con i capelli lunghi si erano parate davanti a loro, correndo come pazzi per la piazza lanciando volantini. Zima, che all’epoca aveva dodici anni, per curiosità prese un volantino e vi lesse: “CK e l'Alleanza sono in combutta! Questo conflitto è fasullo! L'esercito è stato creato apposta! Dopotutto, dà da mangiare a un bel po’ di gente! Anche la carenza di merci è artificiale! I prezzi dei beni di prima necessità sono stati centuplicati deliberatamente a fini politici! Ciò perché tutti devono pensare a sopravvivere e a riporre fiducia illimitata nel potere del Sovrano della Luce Svyatozar! Ma lui non è il figlio di Dio Hors e della Dea della Terra, l'incarnazione dell'intero pianeta Geba! È un uomo come gli altri che ha appreso il segreto della vita eterna!”

Dopo aver letto il volantino, Zima si era spaventata e lo aveva lasciato cadere per terra. Si voltò a guardare sua madre: l’aveva vista mentre leggeva il foglietto? Ma no, sua madre stava guardando rapita le vetrine del Central Capital Store, che era considerato il migliore Centro Commerciale non solo di Mokoshin, ma dell'intera Confederazione. Il Central Capital Store pullulava di merci. Ma, ahimè, i prezzi erano così alti che una semplice bibliotecaria e un autista di camion non potevano permettersi di comprarci un bel niente, lì...

Zima si sentì molto a disagio e strizzò gli occhi al volantino per terra. Come si poteva dubitare del potere del Sovrano della Luce Svyatozar? Dopotutto, era stato lui a unificare i dieci regni in un'unica Confederazione, duecento anni prima! Era il figlio della Dea della Terra, l'incarnazione dell'intero pianeta Geba e il dio del sole Hors! Svyatozar regnava da ben due secoli! Non invecchiava ed era immortale! Aveva permesso un avanzamento drastico nella tecnica, nella medicina, e perfino nella religione! (Solo pochi anni prima la gente adorava le forze astratte della natura!) Aveva creato ospedali e scuole gratuite in tutta la Confederazione! Grazie alle scoperte mediche che aveva favorito, l’aspettativa media di vita della popolazione era notevolmente aumentata!

La Dea della Terra e il Dio Hors erano misericordiosi con lui: le regioni aride della Confederazione si riducevano ai deserti che si trovavano nei quattro regni meridionali: Kara, Aisa, Nisa e Tura. Il resto dei regni durante il regno di Svyatozar non aveva mai subito grandi cataclismi, tipo siccità o incendi boschivi. Non c’erano mai state inondazioni o alluvioni. E la popolazione di CK negli ultimi duecento anni era aumentata di quasi sette volte: da trenta milioni a duecento!

Quindi, com’era possibile dubitare del Governatore della Luce? Dopotutto, la sua essenza divina era confermata dal fatto…che era immortale! O estremamente longevo.

Mentre Zima, ancora turbata, rifletteva, erano arrivate delle guardie e avevano catturato gli scalmanati che stavano ancora riempiendo la piazza di volantini. Non gli avevano fatto del male, ma li avevano caricati sulle auto e se li erano portati via.

“Mamma, chi erano quelle persone?” Zima aveva osato finalmente chiedere alla madre, per capire cosa stesse succedendo.

“Oh, non farci caso! - rispose la donna, come accorgendosi solo in quel momento degli scalmanati intorno a lei e della pioggia di volantini per terra - Sono persone malate di testa. Lasciali perdere e non leggere i loro volantini.”

“Dove li hanno portati, i poliziotti?”

“Alla Centrale di Polizia. Là quei pazzi verranno interrogati e, se verranno giudicati mentalmente instabili, verranno rinchiusi in manicomio per essere curati.”

“Ma da dove vengono?” chiese ancora Zima.

“Ci sono sempre state persone così. A volte apparivano in posti come Rain Square, anche quando ero giovane io. Basta ignorarli! Guarda questa vetrina: che pelliccia stupenda! Peccato che sia così cara...”

La ragazza seguì lo sguardo di sua madre e vide una lunga pelliccia di visone alla moda. Costava diecimila conf (così si chiamava la valuta locale, conf — da «Confederazione). A proposito: lo stipendio medio nel paese era di circa centocinquanta conf al mese. La madre di Zima ne prendeva centoquaranta, perché lo stipendio di una bibliotecaria era abbastanza modesto. Suo padre guadagnava di più: duecento conf. Negli ultimi tempi, il salario di un camionista era leggermente aumentato.

“Potrei comprare una pelliccia ecologica al mercato e ordinare qualcosa di simile da una sartoria! Potrei assemblarlo e ricavarne una pelliccia mille volte più economica…ma comunque non credo che costerebbe meno di trecento conf! Ancora troppo cara... Però, se riesco a procurarmi un cartamodello su una rivista di cucito, o lo faccio io, potrei cucirmela da sola! Potrei aggiungere della pelliccia al mio cappotto e rimodernarlo un po’. Sarebbe ancora più fattibile. Mi terrò entro i settanta conf!” La madre continuava a sognare, guardando la pelliccia.

Zima guardò di nuovo i sobillatori che la Polizia stava trascinando via: erano scomparsi nelle auto. Poi voltò lo sguardo su sua madre, che sembrava più presa dalla sua pelliccia che da quei disgraziati. E si sentì come se qualcosa le si fosse incrinato dentro... Ancora lo ignorava, ma quell’evento avrebbe cambiato la sua vita per sempre...

La sera dello stesso giorno, nel comunicato stampa, che tutti i residenti di CK stavano guardando con speciali lenti di cristallo, le cosiddette cryst-lenses3 o semplicemente lenti di cristallo, Zima vide un servizio sui piantagrane della mattina.

Imparò che si chiamavano "hippy", avevano "scarsa responsabilità sociale" e spesso facevano uso di droga. Si professano contrari ad ogni tipo di guerra e minavano le fondamenta della società. E quegli hippy che aveva visto quella mattina disseminare volantini di propaganda sotto la pioggia erano stati internati in manicomio per dei trattamenti coattivi...

... Sono passati quattro anni da allora, ma Zima ricordava bene quel giorno. Nei primi tempi aveva cercato di scacciare quegli avvenimenti dalla mente, di dimenticare quel disgraziato volantino e gli occhi sognanti di sua madre che guardavano estasiati la pelliccia nella vetrina. Per la popolazione media della Confederazione, con quel basso stipendio, acquistare una cosa del genere era pura follia. E sebbene Zima amasse gli animali e aborrisse le pellicce vere, tuttavia poteva comprendere perché tutte le donne le sognavano. Dopotutto, la pelliccia sintetica della Confederazione non era calda, e gli inverni erano molto freddi.4

Poiché Zima non era tipo da mentire a se stessa, cominciò involontariamente a riflettere e analizzare quello che le stava succedendo intorno. E a un tratto, senza volere, si trovò a pensare: “Gli hippy sono davvero in errore? O forse hanno ragione?” Chiaramente, c’erano i media, pronti a giurare che CK stava difendendo le sue terre dall'Alleanza. Ma, d’altro canto, quello che dicevano gli hippy aveva senso. Comunque sia, Zima ignorava completamente la verità, e non poteva nemmeno parlarne coi suoi genitori o con sua sorella: non l'avrebbero capita. E dubitare del Sovrano della Luce era un’eresia!

Tuttavia, Zima cominciava a nutrire forti dubbi. La sua anima era sopraffatta dalla confusione. Non poteva confidarsi con nessuno: tutti sapevano che gli hippy erano matti e degenerati. Non si cercavano un lavoro per bene, praticavano l'amore libero e il sesso promiscuo, e i bambini venivano allevati dall’intera comunità. Per di più, si opponevano al concetto della natura divina del Sovrano della Luce. Erano il marcio della società.

Ciclicamente, la Polizia faceva irruzione nelle loro tane, nei villaggi abbandonati in periferia o in luoghi isolati, catturavano ”i folli” e li sottoponevano al trattamento psichiatrico coattivo. Ma il fatto dei volantini nella sua prima giovinezza aveva segnato l’anima di Zima, facendole sorgere dei dubbi. Dubbi inconfessabili, che era costretta a tenersi dentro. Perché, se quei pensieri fossero venuti fuori, nessuno l’avrebbe compresa e sarebbe stata emarginata e condannata dalla società...

A volte Zima se la prendeva con se stessa per quei pensieri distorti. Ma non poteva farci niente: continuava a nutrire dei dubbi, che non sparivano.

Quindi, adesso è chiaro perché ci tenesse tanto a diventare un operatore radio, e per un motivo molto prosaico: il personale militare (che includeva operatori radio, personale medico e altri dipendenti dell'esercito) godeva di molti benefici. Ad esempio, potevano acquistare anche beni di conforto oltre che quelli di prima necessità, e godevano dell’assistenza medica privata.

Alla popolazione civile era precluso l’ingresso a un certo tipo di negozi: lì ci accedeva solo il personale dell’esercito, con apposito documento identificativo.

Ma c’era anche un altro motivo, per cui Zima voleva entrare a far parte dell’esercito: il matrimonio e il parto.

In CK la famiglia era sacra, una buona cosa. In fondo, tutti sono consapevoli che la famiglia è il perno della vita di un individuo, e uno dei suoi valori fondamentali. Tuttavia, in CK spesso questo forte sentimento rasentava il fanatismo. Un uomo celibe e senza figli non aveva possibilità di fare carriera. E una donna nubile e senza figli incontrava spesso enormi difficoltà nel trovarsi un lavoro qualsiasi. Nella società CK, solo una persona con una famiglia sulle spalle era considerata “per bene”.

Pertanto, dopo essersi preso il diploma, e mentre erano ancora impegnati a prendersi la laurea, tutti i ragazzi, chi più chi meno, tendevano a sposarsi e ad avere dei figli. Il che era molto stressante, specialmente per le ragazze, che erano costrette a studiare mentre magari aspettavano un bambino. E dopo il parto, i medici non concedevano mai un lungo periodo di riposo o di congedo. E chiaramente per gli studenti non c’era alcuna agevolazione di questo tipo. I loro figli venivano affidati, già neonati, ai nonni o alle cure di asili nido.

La domanda sorge spontanea: e l’allattamento? Purtroppo, malgrado tutto il sentimento reverenziale per la famiglia, fino a quel momento nessuna struttura e nessun tipo di aiuto era stata realizzata in CK per favorire questo periodo naturale della madre e di suo figlio. Anzi, alle giovani madri era vietato portare i bambini con sé all’università, o anche tirarsi il latte e metterlo in una bottiglia, perché gli atenei erano sprovvisti di frigoriferi o di luoghi adatti per la sua conservazione. Quindi, le povere ragazze erano costrette a farlo durante le ore di intervallo, nei bagni degli istituti.

La sorella maggiore di Zima, Vesna, aveva sposato un bravo ragazzo di nome Vuc poco dopo essersi diplomata. Poi aveva cominciato a frequentare il dipartimento di giornalismo del prestigioso Mokoshin's Institute. Dopo pochi mesi era rimasta incinta e aveva partorito il suo primo figlio, che era stato affidato alle cure di un asilo nido specializzato. Vuc, i suoi genitori e i genitori di Vesna lavoravano. E Zima era ancora una bambina: aveva solo sette anni e andava a scuola. Nessuno poteva occuparsi del neonato.

Zima, come la maggior parte dei bambini CK della sua età, già così piccola era capace di badare a se stessa.Tornava a scuola da sola e portava la chiave di casa appesa al collo.5 Si scaldava il pranzo sul fornello a gas e subito dopo faceva i compiti. Non frequentava nessuno, non giocava mai con i suoi amichetti, non si lasciava trascinare da cattive compagnie, e raramente si recava a casa delle sue amiche del cuore, Mira o Vera. Ma ovviamente non poteva prendersi cura del neonato. Soprattutto perché doveva frequentare la scuola, e le lezioni duravano dalle otto e mezza del mattino fino all'una del pomeriggio.

Così Zima, già a quell’età acerba, aveva cominciato a intuire quanto fosse gravoso conciliare lo studio e il lavoro con la cura dei figli. Aveva sentito Vesna lamentarsi più volte di come le dolesse il seno, e di come fosse costretta a tirarsi il latte nei bagni dell’Istituto. E, se non lo faceva, il latte cominciava a colarle sulla pancia.

E aveva toccato con mano quanto fosse difficile anche per il marito di sua sorella: era costretto a studiare online per poter lavorare e dare in qualche modo una mano a sua moglie a tirar su il bambino.

Naturalmente, Vesna e Vuc vivevano coni genitori. Era possibile acquistare un appartamento solo da una cooperativa, ma i prezzi delle case erano altissimi. Per fortuna, l’amministrazione pubblica di CK forniva una casa a tutti i suoi cittadini seri e lavoratori: a patto che questi davvero non potessero permettersela.

E con tutto ciò, il concetto Statale di abitazione comoda era di assegnare ad ogni persona solo 8 mq di spazio personale.

Ad esempio, Zima e i suoi genitori vivevano in un bilocale di 45 metri quadri. In passato, lZima era stata costretta condividere una stanza con sua sorella, con due divani e due armadi, uno per lei e l’altro per Vesna.

I genitori di Vuc vivevano con il figlio in un appartamento di 59 metri quadrati. Il Regno gli aveva assegnato questo appartamento anni addietro come alloggio popolare. Ma all’epoca i nonni di Vuc erano ancora vivi e abitavano con loro.

Poi i nonni erano morti, Vuc aveva sposato Vesna e la coppia aveva avuto il bambino. Secondo gli standard, quell’alloggio era ancora confortevole e giusto per loro.

Ma due anni dopo Vesna era rimasta di nuovo incinta, e così gli era stato assegnato un appartamento tutto loro. Anche perché questa volta Vesna aveva dato alla luce tre gemelli, due maschi e una femmina.

Quindi, adesso sua sorella era rispettata come donna prolifica. Pertanto il Regno di Wend aveva concesso alla giovane coppia un appartamento di ben 70 mq e un certificato di prolificità, che concedeva loro alcuni benefici. Da allora, Vesna aveva potuto acquistare generi alimentari e di conforto fino ad allora preclusi dato che, a causa della penuria di beni, l’acquisto pro capite era molto, molto limitato.

Ma, chiaramente, adesso anche i problemi erano quadruplicati. Zima aveva visto sua sorella “spaccata” tra le sue responsabilità di moglie, di studentessa e di madre di quattro figli.

Quando Vesna era riuscita a laurearsi, con laude in quanto studentessa modello e madre prolifica, era stata immediatamente assunta dal prestigioso quotidiano Mokoshin News. Da allora le sue responsabilità erano notevolmente cresciute, costringendola a dividersi tra famiglia, lavoro e figli.

Vuc, come tutti gli uomini di CK, dopo il diploma era stato arruolato nell'esercito per due anni. Praticamente, era di leva obbligatoria. Ma poi si era iscritto all’università e gli era stato concesso un periodo di pausa. In pratica, se dopo il diploma un maschio non si iscriveva presso un’università pubblica, veniva chiamato alla leva per il servizio militare obbligatorio. Le femmine, invece, prestavano per l’esercito servizio volontario.

Dopo i due anni di leva obbligatoria, si poteva scegliere se entrare in un'accademia militare o lavorare presso un Istituto specialistico. Dopo il suo servizio militare, Vuc aveva scelto di intraprendere la carriera che gli piaceva, ed era diventato fotografo nello stesso giornale dove lavorava sua moglie.

Comunque, non pochi maschi si arruolavano volontariamente nell’esercito. Dopotutto, il servizio militare era un onore. E - cosa non trascurabile - era vantaggioso sotto molti aspetti, anche economici. Il personale militare riceveva regolarmente dei pass per accedere ai negozi speciali. Dove era possibile acquistare beni che altrimenti sarebbero stati preclusi.

... Zima, testimone fin dall’infanzia di ciò che aveva sopportato sua sorella, aveva preso una decisione: non voleva sposarsi subito dopo la scuola ed essere costretta a “dividersi” tra marito, figli e studio (e in seguito lavoro).

Pertanto, sperava di diventare un operatore radio nell'esercito. Per riuscirci, doveva assolutamente frequentare un'accademia militare dopo la scuola. Dopodiché sarebbe passata direttamente nell’esercito, almeno fino ai trent’anni. Senza dimenticare che, chi aveva deciso di fare carriera nell’esercito, godeva di benefici e privilegi importanti, che concedeva alle donne la libertà di non sposarsi e non avere figli fino a quell’età. Le soldatesse ricevevano anche dei contracettivi da parte dello Stato, per evitare di restare incinte.

Tuttavia, dopo i trent'anni, il matrimonio diventava obbligatorio. L'esercito organizzava appositamente delle feste da ballo, in modo che uomini e donne potessero socializzare. Se qualcuno non riusciva a trovare un partner, era la direzione stessa a formare le coppie. E, se si voleva continuare a lavorare per l’esercito, i ragazzi venivano comunque costretti a sposarsi. Nel contempo, l’esercito offriva molti vantaggi alle soldatesse che restavano incinte nei termini e nei tempi giusti. Innanzitutto, il congedo di maternità per le donne militari era di un anno intero, mentre per le civili era di sei mesi. Poi, forniva alle sue soldatesse ottime cliniche e ospedali militari per tutte le fasi della gravidanza fino al parto, nonché ottimi asili nido, dove era anche possibile lasciare il bambino per tutta la settimana di lavoro e portarselo a casa nei weekend, come una pensione. E se si era costretti a lasciarlo anche nei fine settimana, i bimbi venivano accuditi da apposito personale ”volontario forzato”. In quanto, com’è risaputo, i militari non hanno un orario di lavoro regolare. Tuttavia, una volta cresciuti, i figli dei soldati frequentavano scuole pubbliche, al pari dei loro coetanei.

Chiaramente, i militari avevano libero accesso ai depositi dell’esercito, grazie ai loro pass. Dove potevano trovare ogni genere alimentare e di conforto.

Zima mal tollerava l’eventualità di doversi sposare un giorno con un uomo scelto da altri e che magari non amava. Lei aveva già qualcuno nel suo cuore. Ma per ora, il matrimonio era fuori questione. Zima non poteva nemmeno confidare a nessuno i suoi sentimenti...Malgrado ciò i vantaggi nel servire l’esercito erano nettamente superiori agli svantaggi.

“Almeno potrò andare nei negozi speciali, che sono tanti. E fino ai trent'anni nessuno mi assillerà con i figli e il matrimonio - pensava - E se sposerò un militare, come soldatessa avrò un congedo di maternità per un anno intero. Non dovrò estrarmi il latte in nessuna toilette. E mio figlio potrà frequentare un ottimo asilo...”

Zima uscì dal bagno e andò a fare colazione: torta di cavolo e menta fermentata al posto del the.

“Grazie a mia nonna per averci inviato le tisane dal villaggio!” pensò. Dopotutto, la menta era pur sempre meglio di niente! Con quella penuria cronica di merci, benché nessuno potesse dire di morire di fame, si sentiva la mancanza di generi di conforto. A volte perfino la carta igienica era difficile da trovare.

Per fortuna, la nonna paterna di Zima viveva in un villaggio in periferia di una piccola città, relativamente vicina al confine con il Regno di Kunin, uno dei paesi dell'Alleanza.

Le terre da quelle parti erano abbastanza fertili e la nonna coltivava vari ortaggi e frutta nel suo giardino: patate dolci, mele, cetrioli, carote, menta, aneto, prezzemolo, ecc. Preparava delle conserve di ortaggi e frutta, marmellate e cose del genere. Era anche capace di essiccare le erbe per fare le tisane. Inoltre sapeva raccogliere le erbe commestibili nel bosco e riconoscere i funghi mangerecci, che poi metteva in salamoia. Aveva anche delle galline ovaiole. E quando il figlio con la sua famiglia andava a trovarla, la nonna gli regalava sempre tisane, conserve fatte in casa, patate dolci e uova. Era per questo che la famigliola di Zima resisteva abbastanza bene, in quei tempi di crisi.

I genitori di Vuc (il marito di Vesna) invece non avevano parenti nel villaggio. Ma a Vesna, in quanto madre di molti figli, il Regno aveva donato una casa sperduta in un piccolo villaggio, con un po’ di terra.

Ovviamente né Vesna né suo marito avevano tempo di coltivarla, perché lavoravano entrambi. Così i genitori di Vuc che, in quanto operai avevano la settimana corta, ci andavano tutti i weekend per curarle e coltivare l’orto.

In primavera, ci piantavano ogni sorta di ortaggi e frutta. In estate, durante le ferie, ci andavano con tutti i loro nipotini. E in autunno facevano delle conserve con i prodotti della terra che non erano riusciti a consumare.

... Zima mangiò la torta con appetito. Poi guardò l'orologio: era ora di andare a scuola. Lavò velocemente i piatti e corse in camera sua a prendere la valigetta. Una vecchia, ma solida grande valigetta in pelle che le aveva regalato da Vesna: era quella che lei usava quando era una studentessa. Era un po' vecchia, ma ancora in buone condizioni. Vesna era sempre stata una persona ordinata, che si prendeva cura delle sue cose.

Dopo aver preso la valigetta, Zima si recò in corridoio e poi uscì di casa con sua madre: avrebbero fatto un po’ di strada assieme. Poi la mamma si sarebbe diretta verso la biblioteca presso cui lavorava e Zima avrebbe proseguito per la casa della sua amica del cuore, Vera. Entrambe le ragazze sarebbero andate poi a prendere la loro amica comune Mira, e infine si sarebbero recate tutte insieme a scuola.

Ecco che Zima esce di casa con la mamma. Sia lei che la madre indossano giacche leggere. perché fa molto caldo..

Nel tirare fuori le giacche dall’armadio, prima di uscire di casa, la mamma aveva lanciato una triste occhiata in direzione della sua grigia pelliccia ecologica, e aveva fatto un gran sospiro.

La donna aveva cucito da sola quella pelliccia circa quattro anni prima, poco dopo quel fatidico giorno in cui Zima aveva fatto conoscenza con gli hippy e i loro volantini “da non leggere”. Quel giorno lei aveva posato lo sguardo sognante su quella meravigliosa pelliccia di visone che non si sarebbe mai potuta permettere. Così aveva acquistato il materiale necessario per realizzarne una in economia, e se ne era fatta una su misura. A dire il vero, la pelliccia era venuta molto bene.

La donna aveva preso spunto da un modello adocchiato su una rivista di cucito, la "Confederation Fashion". Dopo avergli apportato le dovute modifiche, adattandolo al materiale che aveva a disposizione in modo da farlo assomigliare alla lussuosa pelliccia della vetrina, si era messa al lavoro.

La donna era solita usare una vecchia ma solida macchina per cucire meccanica prodotta nel Regno di Seltsam. Una di quelle poche cose che non veniva né della Confederazione né dall'Alleanza.

Il regno di Seltsam era governato da una persona molto eccentrica, il Kaiser Wilhelm o, come lo chiamavano in molti, “l'artista pazzo”, un soprannome ormai noto a tutti.

Il motivo per cui Wilhelm era stato chiamato così era perché dipingeva degli strani quadri. E lo faceva anche durante le riunioni di Stato con i suoi ministri. Cosa ancora più bizzarra, il Kaiser dipingeva nudo pretendendo che anche i suoi ministri si spogliassero, per non perdere l’ispirazione. E sulla scia del suo estro dipingeva ministri nudi sullo sfondo di rose e amorini, o anche di golem meccanici o mitragliatrici. Inoltre, per suo stesso ordine, una grande sala del palazzo reale era stata adibita a mostra permanente dei suoi dipinti. Così tutti i cortigiani avrebbero potuto deliziarsi senza sosta delle pazze creazioni del loro Kaiser...

Il Regno di Seltsam faceva parte delle isole occidentali, dove una volta esisteva il continente che, a seguito del movimento attivo delle placche tettoniche, si era alla fine frantumato. Seltsam non entrava mai nelle questioni interne degli altri regni…almeno ufficialmente. In realtà, forniva a tutti segretamente armi e MeG, malgrado i suoi Golem meccanici non fossero raffinati come quelli della Confederazione o dell’Alleanza. Ma molti Stati preferivano acquistare da Seltsam piuttosto che da altri.

Pertanto, quando scoppiava una nuova guerra, Seltsam faceva affari d’oro: dopotutto, si trattava di vendere delle armi! E si sussurrava che, al fine di incrementare i suoi guadagni, Seltsam stesse prendendo accordi segreti con diversi paesi del Continente meridionale, molto al di là del mare.

Malgrado ciò, la Confederazione dei Regni faceva volentieri affari con il piccolo Stato del Kaiser folle, rifornendosi di veicoli blindati e molto altro per le sue guerre. Chiaramente, uno Stato così piccolo non poteva soddisfare tutte le esigenze di una Confederazione di dieci regni. Inoltre, in basse alle rigide disposizioni di legge di CK, non era possibile acquistare da un paese straniero più del venti per cento delle merci di cui si necessitava per il mercato interno.

... Quindi era dal piccolo Stato di Seltsam che la madre di Zima aveva acquistato quella macchina per cucire. Ma funzionava ancora benissimo, e la donna era riuscita a tirarci fuori proprio una bella pelliccia sintetica.

Ne aveva molta cura, la lavava regolarmente, la teneva pulita e la pettinava per mantenerla perfetta. In quei tempi di crisi c’erano ancora molte donne che si giravano a guardarla con invidia, quando la mamma di Zima la indossava. Ma la donna sognava ancora la pelliccia lussuosa della vetrina. Non capiva perché ne sentisse così fortemente il bisogno, ma la desiderava davvero. Pet renderla più calda e simile al modello originale, la madre di Zima aveva anche realizzato una fodera nella sua creazione, ma la sua creativitò le si era rivoltata contro, perché indicava un certo status sociale e una parvenza di ricchezza che purtroppo non corrispondevano alla realtà.

Zima, notando la tristezza della madre, cercò di scuoterla dai suoi cupi pensieri.

“Mamma, andiamo! Altrimenti faremo tardi!” le disse.

“Sì, figlia, andiamo!” sorrise la donna, chiudendo finalmente l'armadio.

E mamma e figlia uscirono di casa.

Capitolo 2. Mattinata strana, per Avril Edelweiss della città di Rosan

Mondo di Geba, Alleanza dei Regni, Regno di Lutetia, Rosan, 954 post-Rinascimento

Cominciava un nuovo giorno anche per il Regno di Lutetia, uno dei paesi dell'Alleanza.

La maggior parte delle città di Lutetia, piene di case pittoresche, condomini privati e comunali, era illuminate dal sole primaverile di aprile, che illuminava con i suoi raggi dorati il fogliame rado degli alberi e l'erba secca. Purtroppo Lutetia, come molti altri paesi dell'Alleanza, aveva molto sofferto negli ultimi anni per la siccità estiva. E in inverno aveva nevicato poco, il che aveva peggiorato la situazione. Era da tanto tempo che il popolo dell’Alleanza non vedeva l’erba verde e chiome degli alberi rigogliose.

Malgrado la guerra tra Alleanza e la Confederazione dei Regni durasse ormai da quasi due secoli ( centonovantotto per la precisione) Lutetia si trovava lontana dal fronte.

CK era composto da dieci regni. E uno dei suoi regni più grandi, Wend, confinava con due paesi dell'Alleanza: Kunin e Perla. I combattimenti avvenivano proprio in questi luoghi di frontiera.

Le due fazioni da quasi un secolo avevano forze d’attacco simili, anche se il CK aveva ormai superato di poco l’Alleanza nelle unità militari e nella disponibilità di risorse umane, perché poteva contare su molti più militari.

I suoi media non facevano che ripetere che la prima a dichiarare guerra era stata l’Alleanza, che vessava il suo popolo per mandarlo in guerra a conquistare le fertili terre piene di ogni ben di Dio della Confederazione. Parimenti, i media dell’Alleanza scagliavano la colpa di quel massacro sul Sovrano della Luce Svyatozar, l’artista pazzo che, con le sue arti magiche, era riuscito a cambiare il clima a danno delle forze dell’Alleanza. Aggiungendo che l’artefice della guerra era stata la Confederazione, che bramava di conquistare l'intero Continente Centrale.

Insomma, ognuna delle due fazioni era pronta a giurare che la propria versione fosse quella vera. Era da una vita, ormai, che si accusavano vicendevolmente di aver scatenato la guerra. E ormai più nessuno ricordava com’erano andate davvero le cose...

Tuttavia, l'Alleanza doveva combattere con gravosi problemi ambientali. Rovinose alluvioni seguivano i periodi di siccità, dando vita a disastrose inondazioni dei fiumi e la perdita del poco raccolto. E questo dalla nascita della Confederazione dei Regni, il che alimentava i sospetti nei confronti di Svyatozar.

Fortunatamente, cibo e materie prime necessarie per la sopravvivenza potevano essere acquistate nei paesi dei Continenti Meridionali e Settentrionali, a Seltsam, così come nei paesi del Continente Orientale: il Regno di Daro e l'Impero Celeste. Tutti questi stati avevano preferito rimanere neutrali nei confronti della guerra tra l'Alleanza e la Confederazione, limitandosi a commerciare con loro e, alla bisogna, a supportare ora l’una ora l’altra nelle problematiche interne e militari.

Ma combattere contro la siccità e la penuria di cibo non era il solo problema: l’aridità del suolo aveva provocato delle incrinature nei massicci terrosi, limitando l’apporto d’acqua potabile alle abitazioni. E le numerose inondazioni che seguivano i mesi di pioggia incessante spazzavano via il poco che restava, trascinando via con sé case e abitanti. Le dighe non riuscivano a far fronte a un tale carico di acque…

Così i media dell'Alleanza non facevano che strombazzare: “E’ tutta colpa della Confederazione! È tutta colpa della magia del Re Pazzo!”

Tuttavia, ai governanti dei regni di Kunin e Perla non importava molto come fosse nata davvero quella guerra; come d’altronde erano insensibili ai problemi di sopravvivenza dell’Alleanza. Anzi, in una delle varie riunioni con i membri dell’Alleanza, avevano tagliato via gran parte degli aiuti aggiuntivi, affermando che non potevano mettersi dichiaratamente contro CK, che giudicavano estremamente temibile.

Se i re e i ministri di Kunin e Perla avessero potuto esprimersi francamente, la verità sarebbe saltata fuori: la fine di quel conflitto sarebbe stata una grave perdite per le loro finanze. Le forze dell’Alleanza li avevano aiutati a rafforzare i propri confini e a dare una svolta al sistema delle infrastrutture, e grazie a ciò il tenore di vita di Kunin e Perla era nettamente migliorato. Erano anche riusciti a investire parte degli aiuti economici dell’Alleanza in sussidi per la cittadinanza, e per la creazione di nuovi posti di lavoro.

Ma, alla fin fine, si trattava di due Regni rurali, che si basavano sull’agricoltura ed erano afflitti da pressanti problemi di disoccupazione, così alla fine tutti quei capovolgimenti innescati dall’Alleanza si erano rivelati negativi e controproducenti. Chiaramente, nessuno osava confessarlo apertamente all’Alleanza...

A onor del vero, va comunque sottolineato un aspetto importante: senza tutti quegli aiuti che l’Alleanza elargiva non solo a Kunin e Perla ma anche a molti altri Stati al suo interno, andare avanti sarebbe stato molto più difficile. E non solo per motivi politici.

C’erano delle condizioni vincolanti affinché i Regni si unissero all’Alleanza, che si era costituita centodieci anni prima, (dodici anni prima del conflitto con CK, nell’anno 844 post Rinascimento), con un unico obiettivo: il supporto reciproco, per tenere il passo con la forza in espansione di CK.

Per prima cosa l’adesione doveva essere volontaria. Poi nessuno degli Stati membri doveva in alcun modo danneggiare o interferire con il benessere economico generale dell'Alleanza. Sulle carte un simile accordo suonava bene. Ma purtroppo la realtà era ben diversa.

Il Consiglio dell'Alleanza era composto da rappresentanti eletti di comune accordo da ogni Stato membro. Non c'erano re e regine nel Consiglio, che si limitavano a gestire la politica interna dei loro territori, e che solo di rado partecipavano alle riunioni.

In pratica, questo Consiglio decretava, dopo attenta analisi e riflessione, l’andamento politico ed economico di ogni Stato membro, imponendo a ciascuno un sistema di produzione che ben si combinasse con gli altri, operando al contempo anche delle necessarie rivoluzioni. Ad esempio, in passato, il Regno di Lutetia produceva molti prodotti da forno, vino, formaggi, pellicce e vestiti alla moda. Un altro regno, Trabant, era specializzato nella produzione di prodotti dolciari e dispositivi. E il grande Regno di Mercia, era famoso per i suoi cantieri navali e mobili di legno. E i regni più piccoli lavoravano e raffinavano le materie prime di quelli più grandi.

Certo, con tutti quei problemi climatici ormai era difficile coltivare davvero qualcosa. Ma, visto che le materie prima erano acquistabili altrove, la produzione primaria era ancora fattibile.

Tuttavia, il Consiglio aveva deliberato di dirimere e regolare l’economia dell’intera Alleanza, per il Bene comune. Così proibì a Lutetia di produrre i suoi famosi formaggi e limitò anche la produzione dei prodotti da forno e di pellicce. A Trabant fu ridotta la produzione annua di cioccolato e dolci e venne imposto il divieto di creare alcuni congegni meccanici. Inoltre, il Consiglio dell'Alleanza ridusse drasticamente la cantieristica navale di Mercia, la produzione interna di mobili, e ne limitò l’artigianato di oggetti in legno. Per quanto riguardava i regni minori, il Consiglio limitò fortemente l’industria manifatturiera, vietando addirittura alcuni tipi di lavorazioni, con l’imposizione di nuovi marchi e nuovi standard.

Chiaramente, a soffrirne non furono le Multinazionali o le Grandi Aziende, che avevano i mezzi e le strategie adatte per adeguarsi alle nuove normative di legge. Ma le piccole e medie imprese furono quelle più danneggiate, subendo ingenti perdite che portarono la maggior parte di esse al fallimento, al licenziamento forzato e alla cassa integrazione per la maggior parte dei lavoratori.

Paesi come Lutetia, Trabant e Mercia, che da sempre erano considerati i regni più grandi ed economicamente floridi dell'Alleanza, le sue "Tre Grandi Balene" come usavano definirle, subirono veri tracolli finanziari, ma alla fine avevano abbastanza forze per riprendersi. I regni più piccoli, invece, continuarono ad affondare: il tasso di disoccupazione salì alle stelle, costringendo il popolo a emigrare altrove in cerca di lavoro.

Infatti, per attraversare il confine dell'Alleanza per motivi di lavoro, era necessario un semplice Pass. Di conseguenza, i grandi regni di Lutetia, Mercia e Trabant furono invasi da un’orda di manovalanza a basso costo, che si adattava a lavorare per uno stipendio molto più basso di quello dei lavoratori locali. Ne seguì una destabilizzazione generale, a cui l’Alleanza cercò di mettere riparo con interventi sociali e sussidi economici, questi ultimi definiti e stanziati direttamente dal Consiglio e rivolti in special modo ai Regni più piccoli e disastrati, che si basavano costituzionalmente su sistemi pensionistici e di assistenza sociale.

Per i regni di Kunin e Perla, furono stanziati ulteriori sussidi a causa della pericolosa vicinanza con la Confederazione dei Regni. Ciò generò invidie pericolose nei loro confronti da parte dei regni confinanti.

Malgrado questa parvenza di coesione e democrazia, gli Stati dell’Alleanza vivevano molti conflitti interni. I regni più grandi, ad esempio, pur sfruttando la manovalanza a basso costo che veniva dai regni in difficoltà, mal tollerava la presenza di immigrati, che ”toglievano lavoro” ai propri sudditi. Gli immigrati, dal canto loro, nutrivano ostilità nei confronti degli Stati ospiti che li sfruttavano, e guardavano con odio i lavoratori nativi, che prendevano uno stipendio molto più alto e potevano anche aspirare a fare carriera, cosa che agli immigrati era preclusa.

Lo stallo era totale e insuperabile: a causa delle limitazioni di produzione imposte dal Consiglio, i piccoli Regni non avevano alcuna speranza di sopravvivere o espandersi, e non c’erano abbastanza posti di lavoro per tutti. Alla fine, si trattava di un circolo vizioso, da cui era quasi impossibile uscire.

E non è tutto. Quando inizialmente, a causa dei rivolgimenti imposti, l’Alleanza iniziò ad avere penuria di alcuni prodotti, andò ad acquistarli a basso costo nei paesi del Nord, dell'Est e del Sud del continente. Fu un grosso affare, che penalizzò ulteriormente la produzione di quegli stessi beni da parte di alcuni Stati membri...

Gli hippy, che urlavano contro l’Alleanza, non facevano che disseminare in giro volantini propagandistici simili a quelli che aveva visto Zima da ragazzina. In essi si leggeva:

“CK e l'Alleanza sono in combutta! Questa è una guerra fasulla! L'esercito è stato creato apposta per creare nuovi posti di lavoro! Kunin e Perla "invalidano" i sussidi! Sono pagati per tenere i loro lavoratori emigranti lontani dagli altri regni dell'Alleanza! I disastri ecologici sono dovuti all’uso avido e irresponsabile delle risorse da parte dell’Alleanza, che favorisce l'inquinamento ambientale! Non è colpa della magia del Re Pazzo! E tutto intenzionale, in modo che la gente pensi solo a sopravvivere e nessuno metta in discussione il potere dei re e delle regine dell'Alleanza! Il Re Pazzo non è immortale! Anche lui è una burla! Ogni dieci anni, i ministri della CK trovano dei sosia, in modo che lui possa continuare a sedere sul trono senza mostrare segni di vecchiaia!”

Di sicuro, se avesse letto queste cose, Zima sarebbe rimasta ben più turbata di quanto si era sentita a dodici anni!

Comunque, una cosa è certa: i facinorosi e i dissidenti sono sempre esistiti e sempre esisteranno, e ciò che dicono sarà sempre diverso dalle verità ufficiali.

D'altra parte, le loro opinioni contano e hanno il diritto di esistere. E i media dell’una e dell’altra parte si limitavano a diffondere cose già risapute e definite, senza aggiungere o confutare nulla. Malgrado le Costituzioni dell’Alleanza, quanto di CK, sottolineassero il diritto di stampa e la libertà di espressione.

Mi chiedo: se le popolazioni dell’una o dell’altra fazione avessero avuto l’opportunità di conoscersi e fraternizzare, avrebbero continuato a odiarsi? La frequentazione avrebbe messo fine alla guerra? Forse no. Per più di cento anni le due parti non avevano fatto altro che “demonizzarsi” a vicenda, gettando fango l’una sull’altra ed ergendo un muro di diffidenza, difficile da scalfire. Ma nulla è impossibile. A volte ci vuole solo tempo, per capire le persone.

Tuttavia, la riacquistata simpatia tra i civili di entrambe le fazioni non avrebbe comunque risolto il problema. Purtroppo, in tenti traevano interesse dalla guerra perpetrata nel tempo: i riferimenti sui volantini ai regni di Kunin e Perla non erano casuali. E su ognuno di essi, nell’Alleanza quanto nella Confederazione, si diceva chiaramente che l’esercito creava posti di lavoro…una verità inconfutabile.

Anche nell'Alleanza gli hippy erano anche considerati dei piantagrane e persone con scarsa responsabilità sociale. Come succedeva nella Confederazione, spesso venivano catturati dalla Polizia locale. Tuttavia l’Alleanza non li sottoponeva al trattamento psichiatrico coattivo, ma li costringeva ad un periodo di servizio di pubblica utilità. Ad esempio pulire i bagni pubblici per un anno, o ripulire le strade dalla spazzatura o cose del genere. Dopo di ciò alcuni hippy si redimevano e diventavano cittadini esemplari, chiudendo per sempre con il loro passato turbolento.

Comunque, tutti questi problemi non avevano nulla a che fare con una ragazza di sedici anni, di nome Avril Edelweiss.

Era nata il 22 giugno 938 post-Rinascimento. Per tutta la vita aveva vissuto nella sua città natale di Rosan, nel Regno di Lutetia.

Appartenendo ad una famiglia benestante, Avril aveva goduto di tutte le cure e l’assistenza necessarie alla sua crescita. Oggi, all’età di sedici anni, frequentava un Istituto d'élite (le tasse scolastiche infatti erano ingenti) ed era abituata a una vita comoda.

Il padre di Avril, Albert Edelweiss, era un ingegnere militare. La madre della ragazza, Claire Edelweiss, faceva la casalinga. Tempo addietro era venuta a frequentare gli studi a Lutetia, dal Regno di Perla.

E’ da sottolineare che nell’Alleanza l’istruzione superiore e quella professionale erano statali, e quindi gratuite. Era anche possibile ottenere speciali “borse di studio”, riservate a quegli studenti particolarmente talentuosi per i quali lo Stato stanziava un fondo apposito, che potesse sostenerli fino alla fine degli studi presso Istituti di prestigio. Ma non era facile: bisognava essere davvero bravi ed eccezionalmente intelligenti.

Per chi voleva iscriversi agli Istituti professionali ( e diventare pasticceri, sarte, fabbri, muratori, ecc.), le cose andavano meglio. Questi lavori non erano molto diffusi e quindi era più facile per i sudditi del regno, quanto per gli studenti stranieri, guadagnarsi delle borse di studio.

Così andò per la madre di Avril, Claire, che aveva frequentato uno di questi Istituti per diventare pasticcera e venne poi assunta part-time presso una panetteria. Fu allora che incontrò il suo futuro marito. Lui aveva quindici anni più di lei e aveva appena divorziato dalla prima moglie. Benché fermamente convinto di non potersi innamorare mai più, l’uomo perse la testa per la giovane pasticciera e quasi subito la sposò.

La sua famiglia non condivideva quel matrimonio lampo: erano tutti convinti che la cosa sarebbe finita presto, e che l’uomo avrebbe divorziato una seconda volta. Ma la coppia ebbe presto una figlia, Avril. Adesso la ragazza aveva compiuto sedici anni e i suoi genitori avevano festeggiato da poco il loro diciottesimo anniversario di matrimonio.

La ragazza non aveva mai conosciuto i parenti di sua mamma, che le aveva sempre detto di essere orfana e di essere cresciuta in un orfanatrofio. Una cosa purtroppo molto frequente a Perla e a Kunin, molto più che in altri paesi dell’Alleanza. E non perché erano tutti morti in guerra, visto che il numero di soldati che l’Alleanza precettava e mandava al fronte era una piccola percentuale della popolazione, stabilita secondo regole fisse e uguali per tutti i regni.

No. Il fatto era che il tenore di vita di Kunin e Perla era il più basso tra gli Stati membri, malgrado i disastri ambientali fossero contenuti e non devastanti, come invece succedeva altrove!

Altro fattore decisivo è che l’aborto era severamente vietato, e le donne che non potevano tenersi il bambino in genere non avevano i soldi per andare ad abortire in cliniche private o nei regni vicini, dove era possibile usufruire dell’assistenza sanitaria pubblica. Così, si sottoponevano ad aborti clandestini oppure abbandonavano i propri figli negli orfanatrofi statali.

Qualunque fosse il passato di sua madre, Avril l'amava molto e l'ammirava. Dopotutto, era ancora una bellissima donna! A dispetto dei suoi trentotto anni, sembrava ancora una ragazzina. Aveva meravigliosi capelli dorati, lineamenti perfetti e incredibili occhi verdi, che alla luce sembravano addirittura d’oro! Avril le somigliava molto ed era bella quasi quanto lei. Ma aveva gli occhi marroni, come quelli di suo padre.

A volte, Avril chiedeva a sua madre:

“Mamma, perché non hai provato a fare la modella? Sei così bella!”

“Non m’interessava.” rispondeva lei, laconicamente.

E perché non ti scegli una religione che ti piaccia?” insisteva Avril.

“Nemmeno questo m’interessa. Sono un’atea impenitente.”

E’ interessante e degno di nota che nel Continente Centrale da sempre non esisteva una religione di Stato. In tempi antichi la gente adorava le forze astratte della natura e venerava alcuni animali: gatti, lupi, volpi, corvi e falchi.

Nei Continenti Meridionali e Orientali invece le religioni abbondavano, ma non erano riuscite a radicare con successo nel Continente centrale. Nel Regno di Seltsam dominava il culto della Mente Cosmica Suprema, e al nord l’antica religione animista era ancora largamente praticata.

Ma quando, duecento anni prima, nel Regno dell'Occidente era apparso un uomo che si faceva chiamare Sovrano della Luce Svyatozar e che affermava di essere figlio della Dea della Terra e del dio del sole Hors, parecchia gente credette nella sua natura divina. Dopo tutto quel tempo era ancora vivo e, malgrado una fetta della popolazione dei Regni fosse dichiaratamente scettica ( molti erano convinti che ogni dieci anni l’Alleanza scegliesse dei sosia del primo Sovrano, in modo da far credere che egli fosse immortale) la sua apparizione aveva dato vita a vari culti e religioni, che in parte fecero presa anche sugli abitanti del Continente Centrale.

Nella Confederazione la gente credeva nella Dea della Terra e nel dio Hors, mentre nell’Alleanza dominava ciò che i media definirono “il culto del caos.” E la madre di Avril, notando quanto la gente finiva per diventare pazza e fanatica, aveva preferito non credere in niente e professarsi atea. Anche perché le religioni dei vari Continenti erano piene di strane regole e divieti.

Il padre di Avril, sebbene fosse un ingegnere militare e uno scettico incallito, credeva nella Mente Cosmica Suprema, come nel Regno di Seltsam.

La stessa Avril adorava la dea dell'amore e della bellezza, Geshtinanna, molto popolare in alcuni paesi del Continente Orientale. Ma c’era un motivo per cui Avril aveva scelto di adorare Geshtinanna e non altri: era convinta che la bellezza fosse il dono più importante della vita...

I timidi tentativi del padre di influenzare la mente della figlia non ebbero successo. La madre preferiva lasciarla stare: la figlia doveva scegliere da sola come vivere e in cosa credere.

Quindi, con l’aiuto della sua dea Geshtinanna, Avril sperava di diventare un giorno una modella affermata. In fondo era molto bella, come sua madre, perché negarlo?

... Quel giorno era cominciato come al solito. Avril fu destata nella sua stanza dal suono di una sveglia musicale rosa. Le cose definite di moda, se ci pensate, sono spesso costose e inutili. Ma per Avril l’estetica era tutto: dato che lei era bella, anche tutto ciò che la circondava doveva essere bello.

La ragazza si alzò con riluttanza e cominciò a prepararsi.

“Un altro giorno di scuola, un altro giorno di scuola.” canticchiava dolcemente, mentre si lavava la faccia nel bagno privato della sua camera.

Dopo essersi fatta la doccia, la ragazza indossò la sua uniforme scolastica viola, con i bordi in pizzo. Dopotutto, l’Istituto che frequentava era di prestigio, e rinomato in tutta Lutetia. Vi accedevano solo i ricchi e i figli di militari, di celebrità e perfino di politici. Insomma, la crema della società, visto che le tasse scolastiche erano davvero ingenti.

Ormai pronta, Avril scese a fare colazione (la sua era una casa di lusso, a tre piani). Era la madre a preparare la colazione per tutti. Il padre aveva spesso insistito che avevano abbastanza soldi per prendere una cameriera, ma lei ci teneva a fare tutto da sola. Aveva però ceduto alle insistenze del marito riguardo le pulizie di casa, e tre volte la settimana veniva una donna per le faccende pesanti. In più la famiglia aveva un giardiniere - autista, visto che la madre non guidava e Avril non aveva l’età per la patente.

Chiunque la conoscesse, considerava la madre di Avril una donna di vecchio stampo. Nell’Alleanza era una cosa impensabile non avere la patente e accollarsi le faccende domestiche. Ma il motto di Claire era:

“Ognuno sceglie la vita che vuole.”

... Ecco Avril che saluta sua madre:

“Buongiorno mamma.”

“Buongiorno, Avril! - sorrise la donna - Hai dormito bene?”

“Sì, grazie. E tu?”

“Bene.”

“Cosa c'è per colazione?”

“Omelette, caffè e pane tostato con miele.”

“Come? Ancora?” Avril alzò gli occhi al cielo, delusa. “Voglio un gelato!”

“Se mangi troppa roba zuccherata, ingrasserai. - rispose la mamma con tono paziente, mentre le preparava la colazione - E non diventerai mai una modella!”

“Anche la frittata e i toast ingrassano! - ribatté la ragazza - Ho letto su una rivista di una dieta basata solo su verdure e ortaggi, che si possono mangiare a volontà.”

“Infatti ci ho messo verdure e riso nel tuo cestino del pranzo per la scuola. Una dieta equilibrata è importante!” rispose Claire, con tono deciso.

“Oooh...” la ragazza si accigliò. Ma sapeva che la mamma non avrebbe mai ceduto alle sue provocazioni. “A proposito, dov'è papà?”

“E’ uscito presto, stamattina. Lo sai che in questo periodo ha un sacco di lavoro da sbrigare.”

Era vero. Negli ultimi tempo il padre di Avril lavorava come un matto.

“A volte mi chiedo se anche gli uomini della Confederazione lavorano tanto. E le donne fanno le casalinghe o lavorano anche loro?” cheise Avril pensierosa, mentre si sedeva per fare colazione.

“Sia i maschi che le femmine lavorano e si occupano della casa.” le rispose la mamma.

“Cosa? E come fanno ad avere il tempo per tutto?” esclamò la ragazza, stupita.

“E’ difficile, ma non impossibile. Comunque, è molto complicato.” annuì Claire.

“Mamma, e tu come lo sai?”

“Ho guardato un programma alla tv attraverso il Cryst-lens. Anche se noi dell’Alleanza non abbiamo contatti diretti con quelli della Confederazione e le frontiere sono blindate e sorvegliate, per fortuna c’è parecchia gente dei Continenti del Sud e dell'Est, e qualcuno anche dei Paesi del Continente del Nord, che si mantiene neutrale e spesso va all’estero per studiare. Così almeno possiamo sapere qualcosa sulla Confederazione.”

“Il Cryst-Lens? E trasmettono anche sfilate o programmi di moda?”

Avril sinceramente non capiva: cos'altro si poteva guardare alla tv? In fondo, la maggior parte dei programmi era una noia! Guardò pensierosa la lente di cristallo nella sala da pranzo.

La lente di cristallo era una sottile lastra di cristallo fatta di vetro di alta qualità o di cristallo di lacrime di luna, (Moon Tears) un materiale che più o meno era facilmente reperibile in tutti i continenti. Le lenti di cristallo Moon Tears erano di qualità superiore e nettamente costose. Quelle di vetro comune erano più a buon mercato. Sui bordi di tutte le lenti di cristallo erano state incise delle speciali formule magiche atte a ricevere il segnale televisivo. Il pulsante di accensione si trovava solitamente di lato, e attraverso un filo elettrico le lenti erano collegate all’Accumulatore Magico.

Sul retro, in un vano a parte, la lente di cristallo traeva energia da una piccola batteria ad energia magica. Il nome tecnico di questi congegni era Accumulatore Magico ad Energia Magica o Psichica, e un filo li metteva in comunicazione con il pulsante ON. Ma tutti li chiamavano semplicemente “Bricchette Magiche” o “Accumulatori di energia.”

Il modo più semplice per crearne una era di accumulare energia vitale da maghi o sacerdoti durante la preghiera o i riti magici. Un metodo molto diffuso nella Confederazione, e in molti paesi del Continente Meridionale e Orientale.

Più precisamente, i sacerdoti e le sacerdotesse del Continente meridionale e orientale controllavano il processo di raccolta dell'energia vitale dai novizi. E i novizi, a loro volta, pregavano in stanze speciali con formule magiche alle pareti. Le formule magiche concentravano lì la loro energia, che anticamente veniva raccolta in vasi di terracotta, e negli ultimi cento anni in contenitori di plastica, dov’erano incise altre formule magiche in grado di intrappolare l’energia al loro interno. In tal modo si otteneva una sorta di accumulatore, una bricchetta energetica primitiva.

Era un onore essere novizio in un tempio del Continente Orientale o Meridionale. Pagava bene, e i novizi godevano di numerosi privilegi.

Poi, dopo due o tre anni, la maggior parte dei novizi lasciava le mura dei propri templi. Quelli più dotati, senza distinzione di sesso, diventavano apprendisti di grandi maghi e un giorno ne avrebbero preso il posto.

Il motivo di tutto ciò era chiaro: era mentalmente debilitante fornire energia vitale per più di tre anni. Chi lo faceva, viveva poco.

Nella Confederazione abbondavano i templi della Dea della Terra e del dio del sole Hors. Ma le loro sacerdotesse erano speciali. Si credeva che fossero state benedette dagli dei stessi duecento anni prima, che le avevano dotate di una bellezza incredibile e unica. Tutte le ragazze, infatti, avevano capelli biondi e occhi dorati. In più godevano del dono dell’immortalità e della eterna giovinezza: quando compivano venticinque anni, grazie al soffio vitale illimitato che gli dei avevano donato loro, tornavano alle sembianze di bambine decenni.

A differenza di ciò che succedeva nei confronti del Sovrano della Luce, nessun Regno metteva in dubbio l'autenticità delle sacerdotesse della Confederazione, che erano ben centomila. Com’è possibile, infatti, trovare ogni quindici anni centomila bambine di dieci anni, per di più simili tra loro, bellissime e con gli occhi dorati? Il dorato è un colore eccezionalmente raro. E poi: dove nascondere ogni volta le centomila ragazze venticinquenni sostituite? Per di più così belle e inconfondibili?

Certo, i capelli potevano essere tinti, ma gli occhi? Non, era impossibile. Non c’era magia al mondo che poteva cambiare il colore degli occhi. E se mai avessero portato speciali lenti colorate, un acquisto quindicinale così spropositato avrebbe prima o poi allertato i media dei continenti settentrionale, meridionale e orientale, e già da molto tempo. E infine la notizia sarebbe arrivata alle orecchie dell’odiata Alleanza. Inoltre, le lenti colorate erano state inventate solo negli ultimi trent'anni. E le prove documentali che le sacerdotesse dagli occhi d'oro della Confederazione esistevano da duecento anni si sprecavano. La loro presenza destava timore e venerazione molto più di quella del Sovrano della Luce. Per fortuna, le sacerdotesse non si occupavano di questioni militari, e vivevano lontane dalle preoccupazioni terrene.

Tornando a noi, c’erano vari modi per creare le batterie magiche delle lenti di cristallo. Ad esempio, i contadini macellavano il bestiame in stanze speciali con formule magiche alle pareti che raccoglievano l'energia vitale degli animali. Questo metodo era noto fin dall'antichità e attivamente praticato nel Continente settentrionale. Ma l’energia animale non copriva il fabbisogno dell’intero Continente. Così, alla bisogna, era possibile acquistare all’estero i piccoli accumulatori.

Il secondo metodo, inventato mezzo secolo prima dall'Alleanza, era quello di raccogliere l'energia emotiva in eccesso nelle grandi città. Per questo erano stati installati dei grossi accumulatori speciali con incise delle formule magiche, in grado di “catturare” l’energia psichica extra della gente. Era un metodo abbastanza sicuro, innocuo, ma non si riusciva mai ad accumulare tanta energia. Inoltre gli accumulatori urbani costavano un sacco di soldi.

L'Alleanza ne aveva parecchi, ma poi finiva per acquistarli nei paesi del Continente Orientale e Meridionale. Anche il Regno di Seltsam aveva provato a produrne un certo numero, ma poi aveva optato per l’acquisto dai Continenti Orientali e Meridionali, oltre che dalla Confederazione.

Naturalmente, le persone usavano anche elettricità, gas e petrolio. Ma, ahimè, l'elettricità non poteva risolvere tutti i problemi dell'umanità. Grazie ad essa, l'illuminazione stradale, quella privata e alcune attrezzature funzionavano. Il gas veniva usato per le stufe e i fornelli ( anche se c’erano molte stufe ad accumulatore magico), mentre i treni a lunga percorrenza funzionavano con motori a carbone, così come la maggior parte delle fabbriche e industrie. Il petrolio era ancora fondamentale per la produzione della plastica. Alcune auto andavano a benzina, ma si pensava di sostituirle con qualcosa di più adatto.

Insomma, quasi tutti i veicoli, i sistemi e le attrezzature, e perfino i mezzi pubblici, funzionavano ormai con gli accumulatori a energia psichica. Pertanto, ce n’erano di tutti i tipi e dimensioni, a seconda di quanta ne dovessero contenere. Ce n’erano di specifici per le lenti Cryst e di volume e materiale omologato per le auto, che potevano essere sostituiti in apposite stazioni di servizio. I mezzi urbani avevano i propri, di misura standard, e così via. L'elenco potrebbe continuare all'infinito, perché gli accumulatori magici erano fondamentali per la vita di tutti i giorni.

Avril sapeva già queste cose. Ciò che la turbava non era certo il numero e l’utilizzo di queste pile. Ma le era giunta voce che in alcuni templi dei continenti orientale e meridionale le novizie, non riuscendo a trovare lavoro, erano costrette a rimanere nei templi, e molte vi morivano inspiegabilmente prima di raggiungere i trent’anni.

Avril aveva anche sentito dire che gli scarichi di petrolio, gas e carbone danneggiavano l'ambiente. Ma nemmeno questo le importava.

Forse sarebbe corretto dire: ad Avril non interessava nulla al di fuori di se stessa e della sua bellezza. Amava guardarsi allo specchio, era felice se riusciva a non ingrassare e quando poteva acquistare vestiti all’ultima moda o rossetti color ciliegia, che era il suo colore preferito.

Per lei, nulla era più eccitante che sentirsi bella e prendersi cura di sé. Tutto il resto era pura noia.

La voce della mamma la riscosse dai suoi pensieri:

“A proposito, cara figlia, ricordi che oggi in classe presenteranno i moduli di orientamento professionale, vero?”

“Certo che me lo ricordo! Scriverò che voglio fare la modella!” sorrise la ragazza.

“Se è questo che vuoi, allora Amen!” sospirò la donna.

Non voleva interferire con le scelte personali di sua figlia, ma a volte le dispiaceva che Avril non avesse altre ambizioni. Non riuscendo a resistere, aggiunse:

“Avril, hai voti alti in matematica, fisica, chimica, biologia e formule magiche di base! Conosci bene tutti i libri di magia della biblioteca di tuo padre da quando avevi dodici anni. Non credi di poter fare qualcosa di meglio, che la modella?”

“No, non credo proprio. - esclamò lei con decisione - Per me, la matematica, la fisica, la chimica, la biologia e le formule magiche sono così semplici e scontate che mi annoiano. Le conosco da che ero piccola. Per questo leggevo i libri di papà, perché speravo di trovare delle formule magiche per farmi i cosmetici da sola. Alcune le ho anche trovate, ma non ho mai avuto i materiali per usarle. I cosmetici naturali che si vendono oggi, senza siliconi e parabeni, non sono affatto alla moda! Così non mi resta che comprare ciò che mi piace con la paghetta settimanale che mi dà papà.”

Era vero. Malgrado non pensasse ad altro che alla sua bellezza, Avril era una ragazza intelligente e molto dotata nelle scienze esatte e nella magia. In un certo senso, era quasi un genio. Al punto che le scienze le sembravano troppo ovvie e l’annoiavano. Restava sempre molto sorpresa quando i suoi compagni di classe sembravano non capirle, e così non li stimava. Comunque, aveva proprio “il culto” della bellezza.

... Presto Avril finì di fare colazione. Prese la sua borsa rosa alla moda con i libri di testo e i suoi quaderni, salutò la mamma e uscì in cortile. Lì, il giardiniere - autista, il signor Claude, l’aspettava per accompagnarla a scuola.

La ragazza lo salutò educatamente. Era sempre gentile con il personale domestico e con le altre persone: dopotutto, una bella signora deve praticare le buone maniere!

Claude andò ad aprire il garage e ad avviare la macchina. Proprio in quel momento, Avril notò un gatto nero su uno dei vialetti del giardino. Era di taglia media, a pelo nero lungo e ben curato, occhi gialli e un buffo nasino rosa. Il gatto non aveva il collarino, ma non sembrava un randagio, perché era troppo ben curato.

“Da dove vieni, gattino? - Avril gli chiese con dolcezza, avvicinandosi al micio - Sei il gatto dei vicini? Mi sembrava che avessero un gatto grigio... Forse ne hanno preso un altro? Non credevo se lo potessero permettere! E come mai hai il naso rosa? Di solito i gatti neri hanno anche il naso nero...”

Era costoso avere animali domestici, nell'Alleanza. Per ogni animale domestico i proprietari pagavano tasse molto più alte che per una macchina nuova. Tasse che raddoppiavano ad ogni nuovo animaletto.

Tutto a causa dei problemi climatici. Per esempio: in periodi di siccità, l’acqua scarseggiava un po’ ovunque e la fornitura domestica veniva limitata. Ma anche gli animali hanno bisogno d’acqua. Quindi, i governanti dei paesi dell’Alleanza avevano deciso, già molti anni addietro, che un animale domestico doveva essere considerato un essere umano e pagare eguali tasse. In fondo, un cane o un gatto non sono animali da fattoria, non sono utili, e una persona può facilmente vivere senza averne uno. Esclusi i cani per i ciechi o gli animali utili, chi aveva un compagno peloso in casa doveva pagare per godere della loro compagnia, e molto.

La tassa sugli animali domestici era stata molto impopolare, all’epoca. La gente si era indignata alla frase: “Un animale da compagnia è qualcosa di cui chiunque può fare a meno.” Ci furono proteste in tutti i regni. La gente scese perfino in strada con degli striscioni su cui era scritto: “Gli animali domestici sono nostri amici!” Oppure “Gli animali domestici sono membri della famiglia!” e cose di questo tipo. Ma la tassa rimase, e nel tempo lievitò così tanto che ormai solo i ricchi potevano permettersi un amico peloso in famiglia. Anche per i criceti e i pesci rossi si pagavano tasse, sebbeno meno pesanti.

“Miao!” disse il gatto, facendosi di lato. Poi si fermò di botto e piazzò gli occhi in quelli di Avril.

“Che c’è? Vuoi dirmi qualcosa? - si sorprese la ragazza - Ti sei perso? Sei uscito di casa e non sai tornare? Ho sempre più il sospetto che sei il nuovo gatto dei vicini! Stupidi irresponsabili: potrebbero perderti!”

“Miao.” disse di nuovo il gatto.

“Va bene, ci penso io. - annuì la signorina Edelweiss -Ti metto sulla staccionata, così potrai tornare a casa.”

Provò a prendere la bestiola, ma quella scappò via.

“Dove vai?” gli gridò dietro la ragazza.

“Signorina Avril, se non si sbriga faremo tardi a scuola!” la chiamò il signor Claude.

“Lo so, ma c’è quel gatto che si è perso!” rispose lei.

“Oh! È vero! Sarà il nuovo gatto dei vicini?” disse l'uomo, sorpreso.

“Non lo so, ma sembra che non riesca a saltare il recinto.” sospirò Avril.

Poi si avvicinò di nuovo al gatto, che rimase immobile a guardarla.

“Voglio solo aiutarti! Perché scappi, stupido?” chiese dispiaciuta la ragazza, prendendo tra le braccia la palla di pelo.

Naturalmente, non si aspettava di sentire una risposta. Ma improvvisamente, il gatto, come se avesse capito ogni sua parola, alzò una zampa e indicò qualcosa. E un attimo dopo, Avril si rese conto con raccapriccio di trovarsi in mezzo alla nebbia.

“Che succede? - esclamò lei, sorpresa - Da dove viene questa nebbia improvvisa?”

La ragazza si guardò intorno, ma non vide nulla: tutto sembrava ricoperto da una coltre bianca.

“Mamma? Signor Claude? - chiamò Avril - Dove siete?”

Ma non ebbe risposta.

“Mamma? Signor Claude?” ripeté la ragazza, ormai visibilmente atterrita.

“Miao!” miagolò il gatto.

E di nuovo indicò qualcosa con la zampa. Avril guardò nella direzione indicata e di botto la nebbia si diradò, e lei si ritrovò in un luogo sconosciuto.

Avril rimase stupita al vedere che non si trovava più nel giardino di casa, ma in una sala con alte volte e muri di pietra di colore bianco - argento. Le colonne sostenevano le volte, e il soffitto era decorato con intricati disegni raffiguranti formule magiche che la ragazza non aveva mai visto prima. E di fronte a lei, al centro della sala, c'era un trono d'argento.

Era un semplice trono, senza alcun tipo di decorazioni. Molto essenziale.

“Dove sono?..” chiese sorpresa la ragazza.

All'improvviso una voce sembrò echeggiare dappertutto:

“Vi siete sbagliati! Lei non ha nulla a che fare con questo posto! Non dovrebbe stare qui!”

“Miao?” miagolò il gatto, sorpreso.

“E così, ti sei sbagliato! - ripeté la voce, che adesso sembrava provenire dal trono - Non vedi che lei non fa parte di quelli che sono destinati ad aiutare?”

“Miao!” esclamò il gatto, con tono di scusa.

E, come se comparisse dal nulla, un'ombra apparve sul trono, che prese le sembianze di un bambino di circa sette anni vestito di una semplice tunica bianca. Non era chiaro se fosse un maschio o una femmina. Ma non era una cosa importante. E’ che quel bambino era strano. Aveva un occhio marrone e l'altro blu. E anche la metà esatta dei suoi capelli era bionda, mentre l’altra era bruna.

“Vai, mia compenetrazione, mia compassione, e non commettere più errori. Non possiamo permettere a chi non è destinato di raggiungere il Trono dell’Anima.” disse il bambino.

“Miao.” concordò il gatto, e saltò giù dalle braccia di Avril, atterrando dolcemente accanto a lei.

“E tu - disse il ragazzo, rivolto ad Avril - torna indietro. Non dovresti essere qui.”

“Chi sei? E dove siamo? - chiese Avril, stupita - Cosa sono quelle formule magiche sul soffitto? Non le ho mai viste prima!”

“Hmm?.. Hai capito che sono formule magiche? - esclamò il bambino, con meraviglia - Forse il Gatto non ha sbagliato a portarti qui. Anche se non sei il tipo che cercava la mia Simpatia perché, a quanto pare, non nutri interesse per il mondo che ti circonda. Sarebbe bello se mostrassi un po' più di attenzione per quello che hai attorno. Se le formule del Trono dell'Anima possono risvegliare in te la curiosità, così sia... In ogni caso, è tempo che tu torni indietro. Ma non cancellerò questo ricordo dalla tua mente. Ricorda e rifletti. Prova a capire il segreto che nascondono quelle formule magiche!”

Il bambino sorrise e improvvisamente ogni cosa fu avvolta nuovamente dalla nebbia. Subito dopo, Avril si ritrovò nel giardino di casa sua.

“Oh? Che cosa è successo?” disse, scuotendo la testa per cercare di capire cosa era accaduto.

“Miao!” miagolò ancora il gatto.

Avril si voltò e vide al suo fianco lo stesso gatto nero di prima.

“Aspetta! Cosa è successo?” esclamò la ragazza cercando di raggiungere l’animale.

Ma - che sfortuna! - il gatto si mise a correre, balzò in un cespuglio e scomparve...

“Signorina Avril, faremo tardi!” ripeté Claude, come se non si fosse accorto di nulla.

“Ma…C’era la nebbia - e quel gatto…“ mormorò la ragazza, confusa.

“Gatto? Le è appena saltato di mano, signora Avril! Ed è scomparso tra i cespugli! Probabilmente è così, è il nuovo gatto dei vicini! O forse ha fatto una capatina qui dalla strada!” la rassicurò il giardiniere - autista. “Non ci badi, i gatti sono animali indipendenti! Quando ero piccolo, i miei genitori mi parlavano spesso degli animali domestici. Avevano due gatti e un cane, quando vivevano al villaggio! Ma poi, con quelle nuove tasse sugli animali da compagnia…Alla fine non se li sono più potuti permettere... I cani guida non pagano tante tasse, ma costano un sacco di soldi! Ormai, anche avere un randagio è diventato un lusso…anche se vivere senza cani e gatti è un vero peccato. In fondo, i gatti danno la caccia ai topi e i cani fanno la guardia…”

“I gatti danno la caccia ai topi? E tutti i cani, non solo quelli guida, fanno da guardia?” si stupì la ragazza.

Aveva saputo dell’esistenza degli animali domestici solo dalle sue lenti di cristallo, nei programmi tv; e talvolta ne aveva visto uno da vicino, magari di proprietà di qualche vicino ricco, come quello della porta accanto. La sua famiglia non poteva permettersi animali da compagnia, malgrado il padre avesse un ottimo stipendio come ingegnere militare. Ma quelle tasse sugli animali erano così alte che averne uno avrebbe inciso negativamente sul budget familiare.

Ogni tanto in tv davano dei programmi sugli animali da compagnia, mostrando i gatti come animali pigri e coccoloni, e i cani vezzosi e abbigliati con vari abitini. Avril non aveva mai visto un bastardone…o almeno non le sembrava. Gli animali da compagnia non giravano da soli per le strade, e ormai tutti i randagi erano scomparsi dalle strade cittadine, dopo che erano state istituite quelle tasse. Ad Avril non era mai interessato guardare le loro foto in biblioteca con delle lenti apposite, o approfondire l’argomento alla tv.

“Signor. Claude, e quella nebbia? - insistette Avril - In mezzo c’era un bambino!”

“La nebbia e un bambino? È un nuovo programma tv?” mormorò l’uomo, convinto che Avril stesse parlando tra sé.

“No, niente... credo di aver sognato ad occhi aperti..” si corresse subito la ragazza, quando si accorse che il signor Claude non si era accorto di nulla.

“Che strano! - pensò - Mi sono immaginata tutto? Ma il signor Claude il gatto lo ha visto...”

“Oh, signorina Avril! Mi sono distratto, perdoni! Dobbiamo correre a scuola! Si è fatto tardi!” esclamò l'autista-giardiniere, come tornando in sé.

“Sì, a scuola...” Avril mormorò, perplessa.

In un attimo era in macchina, col signor Claude che guidava come un pazzo verso la scuola. Ma Avril si sentiva turbata e, per la prima volta nella sua vita, anche incuriosita da quello che era successo. Sì, quello che aveva visto aveva risvegliato la sua curiosità.

“Devo assolutamente capire cosa mi è successo!” si ripromise, con decisione.

Avril non lo sapeva, ma gli avvenimenti di quella mattina avrebbero influenzato per sempre il suo futuro...

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Litres'teki yayın tarihi:
04 ekim 2021
Hacim:
221 s. 2 illüstrasyon
ISBN:
9788835428756
Telif hakkı:
Tektime S.r.l.s.
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