Kitabı oku: «Faust (A to Z Classics)», sayfa 4
CUCINA DI STREGA
Su un basso focolare una gran pentola è al fuoco. Nel vapore che sale in alto si mostrano diverse forme. Una Gatta Mammona siede accanto alla pentola e la schiuma, badando che non trabocchi. Il Gatto Mammone con i piccoli sta seduto
vicino e si scalda. Le pareti e il soffitto sono ornati dei più strani armamentari da streghe
Faust, Mefistofele
FAUST
Mi disgustano queste magie bislacche!
Tu mi prometti che guarirò
in questo squallore di demenza?
Ho bisogno dei consigli di una vecchia?
Questa brodaglia mi leverà
trent’anni dalle spalle?
Guai a me, se non sai nulla di meglio!
Le mie speranze sono già svanite.
Non hanno ritrovato un qualche balsamo
la Natura o uno spirito nobile?
MEFISTOFELE
Amico, adesso sì che dici bene!
C’è per ringiovanirti un mezzo naturale;
solo che se ne sta in un altro libro
ed è un capitolo un po’ particolare.
FAUST
Voglio saperlo.
MEFISTOFELE
Bene! Non richiede
né soldi né dottori né magie:
vai subito all’aperto, in mezzo ai campi, comincia a dare di zappa e di vanga,
chiudi te stesso e la tua mente
entro uno stretto giro d’orizzonte, nutriti con una pietanza sola,
vivi bestia fra bestie e non ti vergognare di concimar tu stesso il campo dove mieti; è questo, credi, il metodo migliore
per ringiovanire anche a ottant’anni!
FAUST
Non sono abituato, non mi posso adattare
a maneggiar la vanga;
la vita angusta non mi si confà.
MEFISTOFELE
Ci vuol la strega, allora, non c’è verso.
FAUST
Perché proprio la vecchia? Non potresti
prepararla tu stesso la pozione?
MEFISTOFELE
Sarebbe una bella perdita di tempo!
Preferirei costruire mille ponti.
All’opera non bastano arte e scienza,
se non ci si mette la pazienza.
Per anni ci lavora, in silenzio, uno spirito: al sottile fermento dà forza solo il tempo.
E tutto quello che ne fa parte
sono cose davvero prodigiose!
È vero che gliel’ha insegnato il diavolo, ma il diavolo da sé non lo sa fare.
Osservando le bestie
Guarda qui, che razza deliziosa!
Questo è il servo e questa è la fantesca.
Alle bestie
Sembra che la padrona non sia in casa.
LE BESTIE
Via da casa
a far bisboccia
per la cappa del camino!
MEFISTOFELE
E se la spassa a lungo abitualmente?
LE BESTIE
A lungo quanto noi ci scaldiamo le zampe.
MEFISTOFELE a Faust
Come le trovi, queste bestiole?
FAUST
Non ne ho mai viste di così ridicole!
MEFISTOFELE
No davvero, un discorso come questo
è proprio quello che preferisco!
Alle bestie
Su, ditemi, pupazzi del malanno,
che cosa rimestate in quella broda?
LE BESTIE
La minestra allungata dei pezzenti.
MEFISTOFELE
Allora non vi mancano acquirenti.
IL GATTO MAMMONE avvicinandosi carezzevole a Mefistofele Dài, presto, tira i dadi,
fammi subito ricco,
fammi vincere tanto!
Le cose vanno male,
se avessi soldi in tasca,
avrei del sale in zucca.
MEFISTOFELE
Sai che felicità per lo scimmiotto,
se avesse modo di giocare al Lotto!
I piccoli Gatti Mammoni, che nel frattempo hanno giocato con una gran palla, la fanno rotolare verso il proscenio
IL GATTO MAMMONE
È il mondo, questo,
che va su e giù,
che sempre rotola,
che suona vetro -
che presto è rotto!
È vuoto dentro.
Qui brilla lucido,
qui ancor di più.
Son vivo e vegeto!
Caro figliolo,
stanne lontano!
Devi morire!
Il mondo è un coccio,
ci sono schegge.
MEFISTOFELE
A che serve il setaccio?
IL GATTO MAMMONE staccandolo dalla parete Che, se tu fossi un ladro,
io ti avrei già riconosciuto.
Corre dalla Gatta Mammona e la fa guardare attraverso il setaccio Su, guardaci dentro!
Lo riconosci il ladro
e non puoi dirne il nome?
MEFISTOFELE accostandosi al fuoco
E questo pentolone?
IL GATTO E LA GATTA MAMMONA
Che stolido minchione!
Non conosce il pentolone,
non conosce la pignatta!
MEFISTOFELE
Bestia senza creanza!
IL GATTO MAMMONE
Prenditi questa ventola
e siedi qui in poltrona!
Obbliga Mefistofele a sedersi
FAUST che nel frattempo è rimasto in piedi davanti a uno specchio, ora avvicinandosi, ora allontanandosi da esso
Che cosa vedo? In questo specchio magico che immagine celeste si rivela?
Amore, prestami la più veloce
delle tue ali, e guidami da lei!
Ah, se non resto fermo dove sono,
se oso andare più vicino, posso
vederla appena, come in una nebbia! -
La più bella immagine di donna!
È possibile, la donna è così bella?
Debbo vedere nel suo corpo disteso
la quintessenza di ogni paradiso?
Una creatura simile si trova sulla terra?
MEFISTOFELE
È chiaro che se un Dio per sei giorni fatica e alla fine si fa da solo i complimenti
il risultato non dev’esser male.
Per questa volta guarda a sazietà;
un tesoruccio simile so io dove scovartelo, e felice chi avrà la buona sorte
di portarsela a casa come sposo!
Faust continua a guardare nello specchio. Mefistofele stirandosi nella poltrona e giocando con la ventola continua a parlare Sto qui seduto come il re sul trono:
lo scettro ce l’ho già, mi manca la corona.
LE BESTIE che nel frattempo hanno fatto ogni sorta di strampalati e caotici gesti, con gran vociare portano a Mefistofele una corona Oh, sii così cortese
da incollare l’arnese
col sangue e col sudore!
Portando la corona in modo maldestro, la rompono in due pezzi, e tenendoli in
mano si mettono a saltellare Ormai è cosa fatta!
Noi parliamo e guardiamo,
ascoltiamo e rimiamo…
FAUST verso lo specchio
Guai a me! Quasi divento pazzo!
MEFISTOFELE indicando le bestie
Ora anche a me comincia a vacillare il capo.
LE BESTIE
E se ci va bene,
e se si conviene,
saranno pensieri!
FAUST come sopra
Il mio petto comincia ad avvampare!
Presto, per carità, andiamo via!
MEFISTOFELE nella posizione di prima
Però bisogna ammetterlo,
son poeti sinceri.
La pentola, alla quale la Gatta Mammona non ha più fatto caso, comincia a traboccare; si leva una gran fiammata, che va su per il camino.La strega piomba giù tra le fiamme con urla spaventevoli LA STREGA
Ahi! Ahi! Ahi! Ahi!
Dannata bestia! Scrofa maledetta!
Trascuri il pentolone e scotti la padrona!
Maledetta bestia!
Scorgendo Faust e Mefistofele
Cosa succede?
Voi qui chi siete?
Cosa volete?
Qui chi s’intrufola?
Che il fuoco possa
bruciarvi l’ossa!
Infila la schiumarola nella pentola e lancia fiamme contro Faust, Mefistofele e le bestie.Le bestie guaiscono
MEFISTOFELE gira la ventola che tiene in mano e si mette a menar colpi fra bicchieri e marmitte
In pezzi! In pezzi!
Via la brodaglia!
Via quei bicchieri!
Scherzo, canaglia,
e batto il tempo
alla tua musica.
La strega arretra, piena di furore e di spavento Mi riconosci, sacco d’ossa fradicie?
Riconosci il padrone e tuo maestro?
Non so cosa mi tiene dal gonfiarti di botte e spiaccicare te e i tuoi spettri di Gatti!
Non senti più rispetto per il farsetto rosso?
Non sai più riconoscere la mia penna di gallo?
Mi sono forse mascherato il viso?
O devo dirlo io come mi chiamo?
LA STREGA
Padrone, perdonate il saluto grossolano!
È che non vedo il piede di cavallo.
Ed i vostri due corvi dove sono?
MEFISTOFELE
Per questa volta te la cavi così;
perché certo è un bel pezzo
che non ci siamo visti.
La civiltà, che tutto ammorbidisce,
ha raggiunto anche il diavolo;
il fantasma del Nord non si fa più trovare; dov’è che vedi corna, coda e artigli?
Quanto al piede, non posso farne a meno,
ma mi farebbe sfigurare in pubblico;
per questo faccio come tanti giovani
e da molti anni vado in polpe finte.
LA STREGA ballando
Io perdo quasi il ben dell’intelletto
a vedere qui Satana, il nobile cadetto!
MEFISTOFELE
Questo nome, donna, lo proibisco!
LA STREGA
Come mai? Che vi ha fatto di male?
MEFISTOFELE
Sta da un pezzo nei libri delle favole;
ma gli uomini non stanno affatto meglio,
liquidato il Maligno, son rimasti i malvagi.
Dimmi “signor barone” e siamo a posto;
io sono un cavaliere come altri cavalieri.
E del mio sangue nobile non devi dubitare: guarda, ecco lo stemma che mi onora!
Fa un gesto sconveniente
LA STREGA ridendo a crepapelle
Ah! Ah! È proprio il vostro stile!
Siete il birbante che siete sempre stato!
MEFISTOFELE a Faust
Impara bene! È questo, amico mio,
il modo di trattare con le streghe.
LA STREGA
Dite adesso, signori: cosa cercate qui?
MEFISTOFELE
Un buon bicchiere del ben noto succo!
Del più vecchio, però, devo pregarvi;
gli anni ne raddoppiano l’effetto.
LA STREGA
Volentieri! Ne ho qui una bottiglia
da cui di tanto in tanto succhio anch’io, e che non puzza più nemmeno un poco;
ve ne do volentieri un bicchierino.
A bassa voce
Ma se quest’uomo lo beve impreparato,
dopo non campa un’ora, lo sapete.
MEFISTOFELE
È un buon amico, gli farà benissimo;
gli darei volentieri la ricetta migliore.
Traccia il cerchio, pronuncia le tue formule, e dagli pure una tazza piena!
La strega con gesti bizzarri traccia un cerchio e vi depone strani oggetti; intanto i bicchieri cominciano a tintinnare, la pentola a risuonare, e fanno una musica. Alla fine la strega porta un gran libro, fa entrare nel cerchio i Gatti Mammoni, che le devono servire da leggìo e reggere la fiaccola, e fa cenno a Faust di venire accanto a lei
FAUST a Mefistofele
No, dimmi, dove va a parare?
Questo strambo ciarpame, i gesti folli,
il più ridicolo degli imbrogli,
li conosco anche troppo e li detesto.
MEFISTOFELE
È tutta scena, via, per farsi due risate; non esser sempre così severo!
Un po’ di abracadabra, perché il succo ti giovi, deve pur farlo, come in medicina.
Obbliga Faust a entrare nel cerchio
LA STREGA con grande enfasi comincia a declamare dal suo libro Devi comprendere!
Di Un fai Dieci,
getta via il Due,
uguaglia il Tre,
e sarai ricco.
Che crepi il Quattro!
Di Cinque e Sei,
dice la strega,
fai Sette e Otto.
È tutto fatto.
Se Nove è Uno,
Dieci è nessuno.
Questa è la tabellina della strega.
FAUST
A me la vecchia sembra che deliri.
MEFISTOFELE
E ce ne vuole prima che finisca,
tutto il libro è così, io lo conosco;
ci ho perso molto tempo su, perché
una contraddizione vera e propria
resta un perfetto enigma per gli stolti ed i savi.
È questa, amico, un’arte vecchia e nuova: hanno provato tutti in ogni tempo
con il Tre e con l’Uno, con l’Uno e con il Tre a spargere l’errore e non la verità.
E sproloquiano, insegnano come se niente fosse; chi si cura dei deboli di mente?
L’uomo crede di solito, se sente una parola, che dietro debba esserci qualcosa da pensare.
LA STREGA continuando
L’alta forza
della scienza
è celata a tutto il mondo!
La regalo
a chi non pensa,
che l’avrà senza penare.
FAUST
Che assurdità ci va dicendo?
La testa mi va in pezzi.
Mi pare di ascoltare un coro
di centomila matti.
MEFISTOFELE
Basta, basta, degnissima Sibilla!
Da’ qua la tua bevanda, presto,
e riempi la coppa fino all’orlo.
Perché al mio amico non farà male:
è un accademico di grande merito,
buoni sorsi ne ha mandati giù.
La strega, con molte cerimonie, versa la bevanda in una coppa; come Faust la porta alle labbra, se ne sprigiona una fiammella MEFISTOFELE
Avanti, giù tutto d’un fiato!
Ti rinfrancherà subito il cuore.
Tu che ti dai del tu col diavolo
vuoi aver paura della fiamma?
La strega cancella il cerchio. Faust ne esce MEFISTOFELE
Adesso via di corsa! Non devi riposare.
LA STREGA
Che sia per voi un sorso di salute!
MEFISTOFELE alla strega E se ti posso fare anch’io un piacere,
basta che tu lo dica la Notte di Valpurga.
LA STREGA
Ecco qua una canzone: cantandola ogni tanto sentirete un effetto specialissimo.
MEFISTOFELE a Faust
Vieni ora, svelto, lasciati guidare;
perché la forza penetri dovunque,
dentro e fuori, hai bisogno di sudare.
Poi ti farò apprezzare la nobiltà dell’ozio, e presto sentirai con intimo diletto
agitarsi Cupido con mille capriole.
FAUST
Lascia che getti ancora uno sguardo allo specchio!
Quell’immagine di donna è troppo bella!
MEFISTOFELE
No, no. Presto il modello di ogni donna
te lo vedrai davanti in carne ed ossa.
Sottovoce
Con questa bevanda in corpo tu
presto vedrai in ogni donna un’Elena.
STRADA
Faust, Margherita che passa FAUST
Mia bella damigella, posso ardire
di offrirvi il braccio e la mia scorta?
MARGHERITA
Non sono bella né madamigella,
a casa ci so andare senza scorta.
Si libera e si allontana
FAUST
Per il cielo, che bella bambina!
Non ho mai visto nulla di simile.
Così modesta, così virtuosa,
ma con qualcosa di provocante.
Il rosso delle labbra, la luce delle gote non li scorderò finché avrò vita!
Il suo modo di chinare gli occhi
mi si è impresso in fondo al cuore,
e il suo scontroso tagliar corto
è un incanto addirittura!
Entra Mefistofele
FAUST
Ascolta, quella devi procurarmela!
MEFISTOFELE
E quale?
FAUST
Quella che è passata adesso.
MEFISTOFELE
Quella là? Ritornava dal curato,
che l’ha assolta da tutti i suoi peccati; sono sgusciato fino alla sua sedia.
È una creatura tutta innocenza,
si è confessata per un nonnulla.
Sopra di lei io non ho alcun potere!
FAUST
Ma i quattordici anni li ha passati.
MEFISTOFELE
Parli come Gianni il Donnaiolo,
che desidera per sé ogni bel fiore
e che presume non ci sia favore,
non ci sia onore che non possa cogliere.
Ma mica sempre attacca.
FAUST
Signor Maestro colendissimo,
mi lasci in pace con le sue regole!
Questo Le dico, chiaro e netto:
se quella dolce giovinetta
stanotte non mi dorme tra le braccia,
a mezzanotte noi ci separiamo.
MEFISTOFELE
Ma a tutto c’è un limite, pensateci!
Mi servono due settimane almeno soltanto per scovare un’occasione.
FAUST
Con sette ore di tranquillità
non saprei cosa farmene del diavolo
per sedurre quella bamboletta.
MEFISTOFELE
Parlate già quasi come un francese;
vi prego, non prendetevela troppo:
che gusto c’è, a godere subito?
La gioia sarà molto più grande
se prima rigirate la piccina
su e giù con ogni sorta di moine
e, come le novelle italiane c’insegnano,
saprete cucinarvela a puntino.
FAUST
L’appetito anche senza non mi manca.
MEFISTOFELE
Insomma, senza scherzi e senza offesa:
con quella bella bimba, ve lo dico
una volta per tutte, non si va per le spicce.
D’assalto non c’è nulla da prendere;
dobbiamo accontentarci dell’astuzia.
FAUST
Procurami qualcosa di quell’angelo!
Conducimi dove si riposa!
Alla mia voluttà procura un fazzoletto che portò in seno, una giarrettiera!
MEFISTOFELE
Perché vediate quanto mi prodigo,
servizievole alle vostre pene,
non perderemo un attimo: oggi stesso
voglio condurvi nella sua stanza.
FAUST
E potrò vederla? Sarà mia?
MEFISTOFELE
No!
Sarà da una vicina. Nel frattempo
voi potrete aggirarvi tutto solo
nell’aura che l’avvolge e là saziarvi
alla speranza di future gioie.
FAUST
Possiamo andare?
MEFISTOFELE
È ancora troppo presto.
FAUST
Voglio un dono per lei, pensaci tu!
Esce
MEFISTOFELE
Già un dono? Ottima idea! Così ce la farà!
Qualche bel posticino lo conosco, qualche vecchio tesoro sotto terra;
bisogna che li passi un po’ in rivista.
Esce
SERA
Una linda cameretta
MARGHERITA facendosi le trecce e raccogliendole alla nuca Non so cosa darei, per sapere
chi era oggi quel signore!
Aveva certo un’aria molto ardita,
e viene da una nobile famiglia;
gliel’ho potuto leggere in fronte…
Non sarebbe stato, se no, così sfacciato.
Esce
Mefistofele, Faust
MEFISTOFELE
Avanti, piano piano, avanti, su!
FAUST dopo essere rimasto per un poco in silenzio Ti prego, lasciami solo.
MEFISTOFELE curiosando
Non tutte le ragazze sono così ordinate.
Esce
FAUST guardandosi attorno Dolce luce del crepuscolo, che filtri
in questo santuario, benvenuta!
Dolce pena d’amore, che ti struggi
e vivi di rugiada di speranza,
stringi il mio cuore! Come tutto spira
un senso di ordine, di pace e contentezza.
In questa povertà quale pienezza,
in questo carcere quale beatitudine!
Si lascia cadere nella poltrona di cuoio accanto al letto Prendi anche me, tu che a braccia aperte
gli avi hai accolto, lieti o addolorati!
Ah, quante volte intorno a questo trono
dei padri si raccolse un cerchio di bambini!
Qui forse, grata ai doni di Natale,
l’amor mio, con le guance rotonde di bambina, baciò la mano vizza dell’avo con affetto.
Sento, fanciulla, spirarmi intorno
il tuo spirito di ordine e pienezza,
che ogni giorno, materno, ti sostiene,
ti dice di stender bene la tovaglia
sul tavolo, e di spargere sotto i piedi la rena.
O mano cara, mano divina! Tu
fai di questa capanna un paradiso.
E qui!
Solleva una cortina del letto
Che brivido di voluttà mi assale!
Qui vorrei indugiare ore ed ore.
Natura, qui hai formato in sogni lievi
l’angelo in lei innato!
Qui si è distesa la bambina, pieno
di calda vita il petto delicato, qui da una pura e santa tessitura
si sviluppò l’immagine divina!
E tu? Che cosa ti ha condotto qui?
Come nell’intimo mi sento commosso!
Che cosa vuoi tu qui? Cosa ti opprime il cuore?
Misero Faust, non ti conosco più.
Mi avvolge qui un profumo incantato?
Ero impaziente di godere subito
e mi sento disciogliere in un sogno d’amore!
Siamo il trastullo di ogni soffio d’aria?
Se lei entrasse in questo attimo,
come la sconteresti la tua profanazione!
Come sarebbe piccolo il grand’uomo
che le cadrebbe ai piedi annichilito!
MEFISTOFELE
Svelto! La vedo giù che viene.
FAUST
Via! Via! Non tornerò mai più!
MEFISTOFELE
Qui c’è uno scrigno di un certo peso,
e poco importa dove l’ho preso.
Mettetelo pure nell’armadio.
Ve lo giuro, ci perderà la testa;
ci ho messo dentro da parte vostra
delle cosucce da conquistar ben altre.
Ma il bambino è bambino, e il gioco è gioco.
FAUST
Non lo so, devo farlo?
MEFISTOFELE
E lo chiedete?
Pensate di tenervelo il tesoro?
Consiglierei allora a Vostra Libidine
di non sciupare le belle giornate,
e risparmiare a me altre fatiche.
Voglio sperare che non siate avaro!
Io mi rompo la testa, mi arrabatto…
Mette lo scrigno nell’armadio e richiude la serratura adesso via di corsa!
… per volgere la dolce giovinetta
ai vostri voleri e desideri,
e voi ve ne state lì impalato
come doveste entrare in un’aula scolastica, come aveste davanti arcigne in carne e ossa Fisica e Metafisica!
Adesso via!
Escono
MARGHERITA con una lampada
Che afa, qui, che soffoco,
Apre la finestra
eppure fuori non fa così caldo.
Mi sento strana, non so cos’è -
ma vorrei che la mamma ritornasse.
Mi corre un brivido per tutto il corpo -
Sono una sciocca piena di paure!
Spogliandosi, si mette a cantare
Viveva in Tule un re
fedel fino alla morte,
morendo un nappo d’oro
gli diè l’amante in sorte.
Nulla ebbe mai più caro,
lo vuotava ogni pranzo,
e aveva ad ogni sorso
gli occhi umidi di pianto.
Quando venne a morire
le sue città contò
lasciò tutto all’erede,
la coppa d’oro no.
A regale convito
sedè fra i cavalieri
nell’alta sala avita
del castello sul mare.
S’alzò il vecchio gaudente,
bevve alla sacra coppa
l’ultimo sorso ardente
e la gettò alle onde.
La vide cader giù,
scendere in fondo al mare,
anche gli occhi gli caddero e non bevve mai più.
Apre l’armadio per mettere a posto i vestiti, e scorge lo scrigno con i gioielli E questo bello scrigno com’è arrivato qui?
Eppure son sicura di aver chiuso l’armadio.
È molto strano! Che cosa ci sarà?
Forse l’avrà portato come pegno
qualcuno a cui la mamma ha fatto un prestito.
C’è una piccola chiave appesa a un nastro.
A pensarci bene, e se lo aprissi?
Che roba è? Guarda! Dio del cielo!
Mai visto in vita mia niente di simile!
Gioielli! Con questi una gran dama
potrebbe uscire alle feste più solenni.
Chissà come mi sta questa collana…
Di chi saranno queste meraviglie?
Se ne adorna e va davanti allo specchio Fossero miei soltanto gli orecchini!
Così si ha subito un altro aspetto.
A cosa serve essere belle, giovani?
Tutte cose belle e buone,
ma la gente resta indifferente.
Ti fanno i complimenti quasi per compassione.
Tutti vogliono l’oro,
da cui tutto dipende.
Ah, guai ai poveri!
PASSEGGIATA
Faust cammina avanti e indietro pensieroso Sopraggiunge Mefistofele
MEFISTOFELE
Per tutto l’amore sprezzato! Per l’elemento infernale!
E conoscessi di peggio da stramaledire!
FAUST
Che cos’hai? Che cos’è che ti rode?
Una faccia così non l’ho mai vista.
MEFISTOFELE
Mi vorrei dare al diavolo qui, adesso,
se già non fossi il diavolo io stesso!
FAUST
Ti si è spostata una rotella in testa?
Ti dona dare in smanie come un matto!
MEFISTOFELE
Ma pensate, i gioielli procurati
per Greta, un prete li ha arraffati! -
La madre ci mette gli occhi sopra
e sente subito un misterioso brivido:
la donna ha un odorato sopraffino,
annusa sempre il libro di preghiere,
e fiuta in ogni oggetto dall’odore
se la tal cosa è sacra od è profana;
in quei gioielli avverte chiaramente
che di benedizioni ce n’è punte.
Il maltolto, esclama, figlia mia,
danna l’anima e guasta il sangue.
Noi l’offriremo alla Madre di Dio,
che ci farà felici con la manna del cielo!
Margheritina fa la bocca storta,
pensa che quello è caval donato,
e, via! non sarà stato un miscredente
l’uomo così gentile che l’ha portato lì.
La madre intanto fa venire un prete,
il quale, appena capito il gioco,
dimostra di gradire quel che vede.
Questo, dice, è un buon proponimento!
Il guadagno è di chi vince se stesso.
La Chiesa è di stomaco buono,
ha mandato giù più di una regione
e non ha mai fatto indigestione;
solo la Chiesa, care donne mie,
sa inghiottire il maltolto e digerirlo.
FAUST
Questa è una pratica universale,
anche i re e gli ebrei lo sanno fare.
MEFISTOFELE
Spilla, anello, collana, insacca tutto,
come se fosse chincaglieria,
ringrazia non di meno e non di più
che se fosse un canestro con le noci,
promette in abbondanza celesti ricompense -
e ne sono altamente edificate.
FAUST
E Greta?
MEFISTOFELE
Siede, inquieta,
non sa che cosa vuole, non sa che deve fare, pensa ai gioielli giorno e notte,
e ancor di più a chi glieli ha portati.
FAUST
Mi addolora la pena del mio amore.
Falle trovare nuovi gioielli, subito!
I primi non erano un gran che.
MEFISTOFELE
Per il signore è tutto un gioco da bambini!
FAUST
E arrangia le cose a modo mio!
Appiccicati alla sua vicina!
Non fare il diavolo di pasta frolla
e fai saltar fuori altri gioielli!
MEFISTOFELE
Mio grazioso signore, volentieri.
Esce Faust
MEFISTOFELE
Un pazzo innamorato come quello
vi fa saltare in aria e sole e luna e stelle per far passare il tempo alla sua bella.
Esce
Ücretsiz ön izlemeyi tamamladınız.
