Kitabı oku: «Dialogo sopra la generatione de venti, baleni, tuoni, fulgori, fiumi, laghi, valli et montagne»
Camillo Agrippa
Dialogo sopra la generatione de venti, baleni, tuoni, fulgori, fiumi, laghi, valli et montagne

Pubblicato da Good Press, 2020
EAN 4064066073206
Indice
DIALOGO
ALL'ILLVSTRISSIMO. ET REVERENDISSIMO. SIGNOR CARDINALE. ALOISIO DA ESTE.
AI LETTORI
INTERLOCVTORI
DIALOGO
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DI CAMILLO AGRIPPA MILANESE
SOPRA LA GENERATIONE
de' Venti, Baleni, Tuoni, Fulgori, Fiumi,
Laghi, Valli, & Montagne.
Con licientia de' Svperiori.
IN ROMA
Appresso Bartholomeo Bonfadino, & Tito Diani
M.D.LXXXIIII.
ALL'ILLVSTRISSIMO ET REVERENDISSIMO SIGNOR CARDINALE ALOISIO DA ESTE.
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A me pare Illustrissimo Prencipe, che sia cosa ragioneuole il riconoscere principalmente il grande Dio come creatore del tutto, & dispensator di tutte le gratie; poi la grandezza de gli animi che sono per natura, & per habito inclinati alla liberalità & cortesia, si com'è V.S. Illustrissima: la quale si degnerà d'accettar questo picciol dono da me, come affettionato di V.S. Illustrissima, alla quale con tutto'l core lo dedico: & tanto piu volentieri, quanto che l'opera contiene in se molte cose nuoue, & degne di consideratione al parer mio: come credo, ch'ancora giudicheranno li spiriti gentili, che si dilettano di Filosofia: & il signor Iddio conceda ogni felicità à V.S. Illustrissima.
D.V.S. Illustrissima & Reuerendissima.
Humilissimo seruitore Camillo Agrippa.
AI LETTORI
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Benigni Lettori, l'Autore hà per intentione che voi trouiate in questi discorsi, modo & cognitione delle qualità & componimenti ch'auuengono tra tutte le parti, che contiene natura dal suo ordine gouernate, & amministrate dal suo volere, il quale non è altro ch'vbidire al Creator d'essa, scorgendo in ogni minima vnione & contrarietà di esse comporre gli accidenti, che qui sotto in dialogo si narrano, come per se stessa l'opera andrà manifestando con ragioni & contrasegni quanto s'è detto; siche gli vedrete con amore, applaudendo alcune cose, sin che la mente uostra s'applauda con esse, perche anch'io vi gli dò con tutto'l core, lasciando il campo aperto, per esser le scientie infinite, come i spirti gentili sanno, che si può accrescer piu intelligenza, & tanto più ch'io non dico quanto vorrei, per non esser tedioso. Viuete felici.
INTERLOCVTORI
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TIBERIO E CAMILLO.
T. Mi resta nell'animo di saper la causa de i venti, & de diuersi effetti loro; perche in vero sono tanti, che non sò pensare come sia possibile à renderne ragione che sodisfaccia intieramente per tutti.
C. Io dirò il mio parere, & non douete voler da me più di quello, ch'io posso dare.
T. Sarebbe vergogna à voler più del possibile, dite pur sù allegramente:
C. Voi sapete, che dal moto, dal quale nascono tutte l'altre cose, nascono ancora i venti. Perche il caldo, freddo, humido, secco, il graue, & lieue sono i principij della spiratione, per l'infacciamento dell'vni & l'altri, quali s'imprestano, & si rendono. Quali effetti sono pur causati dal moto diurno prima, è dal cambiar di luogo in Cielo, che fa il Sole, & la Luna, & gl'altri pianeti: si che ne nascono caldo, freddo, humido, secco, graue, & leggiero, più, & manco, ingrossandosi, & assottigliandosi, hor l'vno hor l'altro elemento; talche i moti de cieli, & delle stelle fanno ancora mouere i quattro elementi; & da quelli moti nasce la spiratione, dalla spiratione le diuerse sorti di venti.
T. Datemene un essempio; acciochè più facilmente io possi intender tutt'il discorso.
C. Sappiate certo che nell'aria c'è il simile, che nell'acqua, cioè flussi, reflussi, fiumi, riui, fonti, torrenti; & simili, de i quali il primo è il flusso, che fa l'aurora nella spiratione, che fa verso ponente, cacciando inanzi à se i vapori, & l'humidità intorno, & secondo poi ch'l Sole nel passar disecca, & sciuga la terra, quando lui passa il meridiano, cioè in qual si voglia orizonte; l'humidità, & l'aria vuol tornare verso leuante, à rinfacciare la terra della siccità, ch'ha patito per il calore del Sole; & questo sarebbe flusso, & riflusso; cioè flusso d'oriente in occidente causato dal calor de i raggi del Sole, & riflusso da occidente in oriente per il ritorno de i detti vapori, & humidità, qual fassi per rinfacciar la parte, ch'hà patito; perche la natura si conserua con questi temperamenti. Circa mò la causa de i venti ponentali l'estate, essa è, perche quanto è maggiore, & domina piu la sfera del fuoco in terra, tanto minor è quella dell'aria, & ha tanto manco humidità, e tanto più si fa la terra arida, & secca, & li raggi del Sole nell'aurora cacciano innanzi à se quella poca humidità della notte, siche la terra rimane spogliata dell'humidità, per il passar del Sole, che disecca, & attrae. Passato che ha il Sole il mezzo giorno, l'humidità comincia à spirar di ponente in oriente per humettar la terra della siccità & calidità sua, & per l'attratione della siccità quella di ponente si conuerte in vento, & questo è vento, che dura assai, perche la terra si và diseccando à poco à poco, per esser spogliata de suoi frutti à poco à poco; quali spogliamenti causano tanto più gagliardi i venti, in sin che si corrompa la sua stagione.
T. Non mi dispiace questo, come primo principio.
C. Et la maggior importanza è questa di ritrouar i principij buoni & ragioneuoli.
T. Datemene vn'altro, che mi mostri chiaramente onde vengano quelli, che durano 1. 3. 5. 7. 9. di; perche tanti giorni ordinariamente sogliono soffiare Sirocco, è Tramontana.
C. Voi sapete, che Non datur vacuum in natura; se ben pare, che certe volte alcune cose vaneggiano nel suo stato. T. Non v'intendo; come sarebbe a dire? C. Come quando la terra alcune volte pare, ch'abbruci per il calore, & siccità sua, o ueramente, quando essa s'inonda per l'humidità grande, si che viene nell'vno & l'altro modo à perder il suo temperamento, mà non per questo manca in natura nissuna di queste qualità, mà iscanbiano luogo, & dominano una uolta piu dell'altra; & questa è la causa, donde nasce tanta varietà de venti, & delle stagioni fertili, et sterili d'ogni sorte di cose. T. Dichiaratemene vno facilmente, come hauete detto.
C. Io cominciarò à trattare della Tramontana, quale suol venire di Marzo: perche essenso stato il Sole 6. mesi dal principio di libra in sin'al principio d'ariete, ha augumentata la sfera del fuoco verso l'antartico, & sminuita la sfera dell'aria, & in questo crescere & diminuire, ha causato verso l'artico à noi i venti meridionali, crescendo a noi la sfera dell'aria, & sminuendosi quella del fuoco. T. Io comincio ad intendere, & credo, che riuscirà vna ragione molto bella, & deletteuole, seguitate. C. Essendo dunque la sfera del fuoco verso l'artico sminuita, per cedere all'aria, quale è cresciuto, tornando il Sole nel principio dell'Ariete, passa l'equinottio, & comincia à far'altre tanto, quanto ha fatto dalla banda di là, cioè augumentare la sfera del fuoco, & sminuir quella dell'aria: si che nel sminuire, che fa la sfera dell'aria se stringe, & batte la terra verso l'artico, & li corre intorno per riempire quell'aria che mancaua di là verso l'antartico per il troppo gran caldo, che c'era, che l'hauea sminuita, & mancando hora la sfera del fuoco di là verso l'antartico, & crescendo di quà, cioè uerso l'artico; l'aria uà à riempire quella parte doue manca il fuoco dalla banda del'antartico, & iui fugge il crescimento della sfera del fuoco, doue stringendosi con tanto premito, che li fa il caldo sopra, & la vacuità, che la sfera del fuoco fa dalla banda dell'antartico fugge l'aria attorno alla terra, & causa questi venti accidentali tanto freddi, & secchi, perche passano sopra le nevi fredde & secche; & poi passando per la zona torrida si conuertono in venti australi caldi, & humidi, & sono tanto terribili, che pare, che voglino portar via gl'arbori, torri, città, & finalmente spiantar la natura: perche là vacuo la tira, & quà il premito la scaccia: si che vien à pigliar tanto vigore, & forza mirabile.
T. Or si, ch'io sono molto contento di questo discoso, perche si riferisce ancora all'inondatione di Roma; perche l'acqua vuol tornar al mare chiamata dalla sua natura, & la tramontana la spinge, & da questo nasce l'accidente dell'inondatione di Roma.
C. Non occoriua entrare nelle cose già scritte, ma non è questo vn gran mezzo, per dar ragione dell'origine di tutti i venti?
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