Kitabı oku: «La crisi»

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Marco Praga

La crisi


Pubblicato da Good Press, 2020

goodpress@okpublishing.info

EAN 4064066072803

Indice

MILANO

A VIRGINIA REITER.

PERSONAGGI

SCENA STABILE.

ATTO PRIMO.

SCENA PRIMA.

SCENA SECONDA.

SCENA TERZA.

SCENA QUARTA.

SCENA QUINTA.

ATTO SECONDO.

SCENA PRIMA.

SCENA SECONDA.

SCENA TERZA.

ATTO TERZO.

SCENA PRIMA.

SCENA SECONDA.

SCENA TERZA.

SCENA QUARTA.

SCENA QUINTA.

LA CRISI
COMMEDIA IN TRE ATTI.
MILANO

Indice

FRATELLI TREVES, EDITORI

1907.

Tip. Fratelli Treves.

A VIRGINIA REITER.
PERSONAGGI

Indice

NICOLETTA FULVIA GIULIUZZI PIERO DONATI UGO PUCCI GIULIETTA

A Milano, 1904, di primavera.

SCENA STABILE.

Indice

+—————————-+—————————-+ | Sala da Pranzo | | | | | Terrazzo | F Tavola C | | | | | | | | +—- A ——-+—— B ——+ | | | Scrivania | | | | | | |

E Piano Tavola D

| Divano | | | | | | Salotto | | |

Salotto elegante. Da una grande apertura (A) di fondo, a sinistra, si vede la sala da pranzo. Per una gran porta-finestra (B), di fondo, a destra, si esce sul terrazzo. Un'altra porta-finestra (C) mette in comunicazione il terrazzo colla sala da pranzo. Nel salotto, a destra (D), una finestra, e a sinistra (E), una porta. Nella sala da pranzo, a sinistra (F), altra porta. Nel mezzo del salotto un pianoforte a coda. Nell'arco di questo, un piccolo divano. A destra una tavola bassa da thè e tre sedie. Altri mobili adatti, così nel salotto come in sala da pranzo. Nel salotto, di fondo, nel mezzo, piccola scrivania da signora.

ATTO PRIMO.

Indice

SCENA PRIMA.

Indice

Nicoletta, Piero, Raimondo e Pucci.

Al levarsi della tela si vedono i quattro, a tavola. Ma tosto NICOLETTA si alza, e i tre uomini si alzano subito anch'essi.

NICOLETTA

sorridente e lusinghiera.

Colonnello, passiamo a bere il caffè in salotto?

RAIMONDO offre il braccio a NICOLETTA, ed entrano nel salotto. NICOLETTA è una bella donna, giovane, elegante, vivace e assai distinta nei modi. RAIMONDO è un uomo di 45 anni, alto, dalle larghe spalle, dall'aspetto serio, marziale, ma distinto ed elegante, nè addimostra quel po' d'impaccio che sovente hanno i militari in borghese, e neppure appare il tipo convenzionale del soldato rude, intransigente, inflessibile. PIERO e il PUCCI seguono i due nel salotto. PIERO è sulla quarantina. Come suo fratello RAIMONDO, ha modi distinti, ma talvolta un poco incerti, come d'uomo debole e timido. Il PUCCI è un giovanotto trentenne, insignificante nella sua eleganza corretta ma un poco esagerata. Egli veste il doppio petto; RAIMONDO e PIERO sono in giacca. NICOLETTA ha una veste chiara primaverile, semplice ma di molto buon gusto.

NICOLETTA.

Abbandonando il braccio di RAIMONDO.

E se vuol fumare….

RAIMONDO.

Grazie, cognatina.

NICOLETTA.

Ah, non mi chiami così. Suocero e cognato son due parole che non dovrebbero esistere se non per gli avvocati e le liti.

RAIMONDO.

Debbo dire?

NICOLETTA.

Nicoletta, semplicemente. Non le piace il mio nome?

RAIMONDO siede sul divano.

Anzi, graziosissimo!

GIULIETTA attraversa la sala da pranzo, e passando pel terrazzo entra nel salotto. Reca il vassoio del caffè, che posa sulla piccola tavola a destra. Poi esce. NICOLETTA si appresta a versare il caffè. Intanto PIERO ha offerto i sigari al Pucci e a RAIMONDO.

RAIMONDO.

Piero, sai chi ho incontrato venendo qui? Giacomo Accardi.

PIERO.

Ah!

RAIMONDO.

Com'è invecchiato! Fu ammalato?

Ebbe delle disgrazie?

PIERO.

Che io mi sappia!

NICOLETTA.

Chi è Accardi?

RAIMONDO.

Un nostro vecchio amico.

NICOLETTA.

E non lo conosco?

Volgendosi al marito.

Piero, se mi hai detto che li conosco ormai tutti i tuoi amici?

PIERO.

Questo l'avevo scordato. Ma non lo vedo da gran tempo.

RAIMONDO.

La vita matrimoniale ti avrà separato da parecchi, suppongo.

PIERO.

Accade sempre così.

RAIMONDO.

Un altro l'ho incontrato ieri, Filippo Costa. Mi ha chiesto di te. Curiosa, dissi, son io che devo darti notizie di mio fratello, io che torno dopo quattro anni di assenza! Si lagnava che non ti fai più vedere.

NICOLETTA.

Volgendosi a RAIMONDO, con la tazza del caffè e le piccole molle dello zucchero che tien sospese su la tazza.

Quanti pezzi, colonnello?

RAIMONDO.

Niente "cognata" ma niente "colonnello".

Già non lo sono neppure.

NICOLETTA.

Non lo è?

RAIMONDO.

Tenente colonnello, e dimissionario.

E niente zucchero.

NICOLETTA.

Lo beve amaro? Davvero?

RAIMONDO.

La stupisce?

NICOLETTA.

No, mi fa paura.

RAIMONDO.

Oh?

NICOLETTA

porgendogli la tazza.

Mia zia, la buona zia che mi ha fatto da mamma, soleva dirmi: guardati dagli uomini che bevono il caffè senza zucchero.

RAIMONDO.

Oh bella! E il perchè?

NICOLETTA.

Non me lo disse mai, ma credo fosse questo: che suo marito lo beveva amaro, e fu un cattivo soggetto.

RAIMONDO ridendo.

Ah!

NICOLETTA.

Pucci, per lei molto zucchero, nevvero?

PUCCI avvicinandosele.

Grazie!

PIERO si avvicina a RAIMONDO. Questi, senza averne l'aria, osserverà sempre NICOLETTA, seguendone ogni atto, come chi studia e scruta.

NICOLETTA.

Che è alla tavola di destra, piano e rapida al PUCCI, mentre gli mesce il caffè.

Smettila!

PUCCI.

Che c'è?

NICOLETTA.

Parla, di' qualcosa, smetti il broncio. Durante la colazione non hai detto dieci parole.

PUCCI.

Colpa tua.

NICOLETTA.

Sei uno sciocco!

Al marito.

Piero, vuoi?

PIERO.

Grazie, no.

Il PUCCI si reca a bere il caffè sul limitare del terrazzo e vi è raggiunto da PIERO. NICOLETTA va a sedersi vicino a RAIMONDO, che sta sul divano.

NICOLETTA.

Dunque? Come la devo chiamare?

RAIMONDO.

Mi pare molto semplice: Raimondo.

NICOLETTA.

Raimondo, tout court? Bisognerà che mi ci abitui.

RAIMONDO.

Le pare difficile?

NICOLETTA.

Non so, questo signor cognato colonnello, quasi colonnello, che conosco da tre giorni, così serio, così imponente, del quale ho udito tanto parlare in tre anni di matrimonio, che mi arriva dal Congo, quasi all'improvviso…. In fondo, sa, sono una timida.

RAIMONDO ridendo.

Davvero? A me, proprio, non pare.

NICOLETTA.

Già, lei mi ha giudicata male, anche da lontano.

RAIMONDO.

Anche da lontano? Che ne sa?

NICOLETTA.

Niente, l'ho intuito.

RAIMONDO.

Ebbene, si è ingannata. E poichè ora sono qui, per rimanere, e ci vedremo sovente, spero, cercherò di convincerla, che si è sbagliata.

Si alza e va a deporre la tazza a destra. NICOLETTA va a sedersi al pianoforte, su cui arpeggia leggerissimamente. RAIMONDO s'indugia per qualche momento, a destra, per riaccendere il sigaro.

PUCCI.

Parlando con PIERO e accennando a RAIMONDO.

Quarantacinque anni? Non li dimostra.

PIERO.

Mi è maggiore di cinque.

PUCCI.

E abbandonò la carriera, avendo raggiunto quel grado così giovine?

PIERO.

Quattr'anni fa, per un puntiglio. Raimondo ha una fierezza di carattere singolare. Gli parve che in certa questione di servizio gli si usasse ingiustizia, e si dimise. Fu un errore senza dubbio. Fra tre anni sarebbe stato generale.

RAIMONDO.

Che intanto si è recato dietro NICOLETTA.

Brava, un po' di musica!

NICOLETTA volgendosi.

Per carità! Innanzi a lei non oso.

E preferisco far delle chiacchiere.

Si siede sul divano a sinistra. RAIMONDO le si siede accanto. PIERO e il PUCCI rimangono sul limitare del terrazzo, e discorrono tra loro.

RAIMONDO piano.

E chi è quel giovanotto così elegante e così poco loquace?

NICOLETTA.

Chi? Pucci? L'avvocato Pucci.

Non l'ho presentato subito?

RAIMONDO.

Sì, ma… appena ho udito il nome. Avvocato? Così silenzioso? È un bel caso.

NICOLETTA.

È uno degli avvocati di Piero.

RAIMONDO.

Ne ha tanti?

NICOLETTA.

Non so, più di uno. Sa, con una grossa azienda….

RAIMONDO.

Prima che io partissi era Salvadori.

NICOLETTA.

Lo è ancora. Questo è un giovane fiorentino, ai primordi della carriera. Ha preso dimora a Milano da poco. Fu molto raccomandato a Piero, che gli affidò qualche piccolo affare, e lo ha preso in grande simpatia. Lo invita sovente a colazione ed a pranzo, quando poi devono parlare d'affari, come oggi.

RAIMONDO.

Oggi poteva risparmiarmelo.

NICOLETTA.

Non le piace?

RAIMONDO.

Mi è indifferente. Ma, insomma, sono arrivato ieri l'altro dopo quattro anni di assenza; ieri ho dovuto fare una corsa a Torino; oggi ero qui a colazione con voi, per la prima volta mi sedevo a tavola con la bella cognatina…. pardon…. Si poteva rimanere tra noi, mi pare. E poi non è divertente.

NICOLETTA.

È un ragazzo molto serio.

RAIMONDO.

Troppo.

NICOLETTA.

Forse è messo in soggezione da lei.

RAIMONDO si alza ridendo.

Ma è curiosa! Metto tanta soggezione io? Converrà che me ne vada.

NICOLETTA seguendolo.

È matto?

Infila il suo braccio in quello di RAIMONDO e si dirige con lui verso il terrazzo.

Piero, hai finito di parlare d'affari?

PIERO.

Non si parlava d'affari.

NICOLETTA.

Tuo fratello si annoia, e vuol andarsene.

RAIMONDO.

Protesto, e le proibisco di dir bugie, cognatina bella!

PIERO.

O non potreste darvi del tu?

RAIMONDO.

Con piacere.

NICOLETTA.

Proverò. Ma bisognerà non sgridarmi se non ci riesco subito. Ti vedo per la seconda volta… e poi te l'ho detto, mi metti soggezione!

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Yaş sınırı:
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Litres'teki yayın tarihi:
16 ocak 2025
Hacim:
70 s. 1 illüstrasyon
ISBN:
4064066072803
Yayıncı:
Telif hakkı:
Bookwire
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